Sette suggerimenti dalla terza edizione di Vino In-dipendente: interpretazioni poetiche della propria terra tra biodinamico, biologico e convenziale

domenica 02nd, aprile 2017 / 18:05 Written by
Sette suggerimenti dalla terza edizione di Vino In-dipendente: interpretazioni poetiche della propria terra tra biodinamico, biologico e convenziale

Al terzo anno Vino In-dipendente è una manifestazione matura, ha trovato probabilmente il suo formato ideale a livello organizzativo, logistico e soprattutto ha confermato l’interessante livello qualitativo dei vini presenti. La manifestazione ideata dal sommelier Stefano Belli ha raggruppato nella sala polivalente del Comune di Calvisano (BS) domenica 26 e lunedì 27 marzo una settantina di vignaioli che difendono l’integrità del proprio territorio, attraverso una forte etica ambientale, passando dalla vigna alla cantina con meno interventi possibili.

Ecco cosa abbiamo assaggiato e brevemente suggeriamo, tra biodinamiche, biologiche o convenzionali, tutte attenta alla propria terra che raccontano con i propri vini, senza perdersi in omologazioni o mode integraliste.

VINO INDIPENDENTE 2017 (4)San Floriano del Collio (GO) al confine con al Slovenia è uno degli avamposti dei cosiddetti talebani del vino: Franco Terpin, uno che fa vini bianchi veramente poco bianchi. Lo Sialis (100% Pinot Grigio) è memorabile: colore opulento, rame carico che fa d’anticipo a un naso ricco d’oriente e in bocca è coerente con tutto quello che ti aspetti, aprendoti a un mondo di abbinamenti. Macerazione con fermentazione in tini di rovere di slavonia per circa 8 giorni, 12 mesi in barrique, 12 mesi in acciaio e un anno in bottiglia. Un estremo. Da annotarsi anche lo Jako (100% friulano fu-Tocai), che sicuramente non si confonde con gli altri consanguinei locali.

VINO INDIPENDENTE 2017 (5)Il Picotendro, nebbiolo autoctono della Valle d’Aosta, che non conoscevo fino a una settimana fa. Me ne sono pentito. La piccola verticale dell’azienda vitivinicola Selve a Donnas (AO) – totale assenza di chimica in vigneto a 300 mslm e cantina – è stata spettacolare. Un vino unico al mondo, un’opera d’arte nel bicchiere e come tale deve essere apprezzata.
VINO INDIPENDENTE 2017 (6)Gli stimoli, il coraggio e la voglia della giovane età. L’azienda Colicchio Marco ha recuperato piccoli vigneti e uliveti abbandonati ai piedi dei Castelli Romani. I vigneti hanno età differenti: da quelli storici impiantati nel 1948 fino agli ultimi circa del 2000. Quella del 2015 è stata la prima vendemmia e già nel 2016 sono iniziate le prime sperimentazioni in cantina. La parola agli anni a venire.

VINO INDIPENDENTE 2017 (7)

Volcanalia è un’azienda giovanissima, nata nel 2014 a Gambellara (VI). Ottimo il metodo classico, ma in un momento più informale a spiccare è l’Ambaraba, vino frizzante rifermentato sui lieviti da uve garganega. Semplice, ma corposo, da non perdere.
VINO INDIPENDENTE 2017 (8)

La Valcamonica è un’area vitivinicola poco nota tra il grande pubblico, ma è terra fertile per piccole aziende che meritano di essere conosciute. Una di questa è quella di Fortunato Bressanelli a Sellero (BS), che fino a poco tempo fa produceva sostanzialmente per autoconsumo. Neanche un ettaro di vigna, 1.200 bottiglie di ottimi rossi a base Cabernet Sauvignon, Merlot e Barbera.
VINO INDIPENDENTE 2017 (9)Dopo il Rosat assaggio e comprato al Mercato FIVI, ecco ancora Cascina Boccaccio a Tagliolo Monferrato (AL). Un saluto veloce e questa volta l’attenzione è stata tutta per l’Infernot. In una zona dove a essere protagonista è il Dolcetto c’è anche il Cortese, uva ideale per le bollicine. L’Infernot è un bel rifermentato, sapido, scattante compagno di una pizza o meglio di una bella merenda in buona compagnia.

VINO INDIPENDENTE 2017 (10)Casa Caterina di Monticelli Brusati (BS) è cosa da non perdere, sinonimo di vini di altissima qualità, a partire dai fantastici metodo classico. Ne avevamo già parlato.
VINO INDIPENDENTE 2017 (1)Vini fuori dagli schemi, che esprimono la filosofia aziendale di Cantina Bio Natura di Tenno (TN): esprimere al massimo il territorio, sfruttando il vitigno che diventa poesia senza l’omologazione della rima baciata. Il Pinot Grigio, vinificazione in botti di acciaio con fermentazione sulle bucce per diversi giorni e dopo 9 mesi in bottiglia ad affinarsi, è figlio di vigne vecchie: grandi profumi inediti, molta struttura, quasi un rosso, un intrigante vino di personalità, a partire dal colore ramato.

Rispondi

foto golose