Il rinnovamento di Cascina Maddalena: la terza generazione tra freschezza, modernità e attenzione al territorio del Lugana e tappo a vite

martedì 28th, marzo 2017 / 12:39 Written by
Il rinnovamento di Cascina Maddalena: la terza generazione tra freschezza, modernità e attenzione al territorio del Lugana e tappo a vite

La nuova etichetta-encefalogramma del Lugana e il tappo a vite riassumo perfettamente il rinnovamento di Cascina Maddalena, a Lugana di Sirmione nel cuore del Lugana. L’azienda della famiglia Zordan è portata avanti – alla terza generazione – dai figli Elisa, Elena e Mattia che hanno scelto di guardare al futuro con un cambio di immagine, un prodotto più rispettoso dell’ambiente e un forte legame con il territorio: “Fare il vino – dice Mattia, che segue vigna e cantina – significa trasmettere il territorio e le sue potenzialità”.

1-Famiglia Zordan 2 (1)

Questo 2017 è un anno decisivo per l’azienda che si rinnova con il lancio delle nuove linee di bottiglie. “Presentiamo il restyling del “contorno” – affermano i fratelli Zordan – ma il lavoro più importante è sempre quello che troviamo nel bicchiere, frutto di fatica e passione”. Le nuove grafiche sono partite da un’idea di Mattia che fatto le prime bozze con l’amico architetto Fausto Ruggiero, il progetto si è poi concluso con l’aiuto di Davide Bisi, esperto di wine label. Ogni etichetta oggi ha una storia da raccontare.

Il Lugana Capotesta, per esempio, ha in etichetta un elettroencefalogramma ed è stata pensata da Mattia che fin da piccolo ha in testa il suo Lugana. Simbolizza la passione e l’amore per il vino, che, assieme alla sensibilità per il territorio, sono ereditati dal nonno Giuseppe che acquistò l’azienda nel  1946. La maturazione aziendale è poi proseguita con i genitori Luciano e Raffaella che lasciano in mano ai figli un’azienda oggi presente nell’alta ristorazione e con presenze estere tra Germania e Montana. Ne hanno fatta di strada dalla prima propria bottiglia nel 1999. Oggi è sinonimo di altissima qualità, schietta e apprezzata interpretazione del territorio del Lugana.

3-20170327_114343

I vigneti sono tutti attorno alla cascina in un raggio di 200 metri: 3 ettari a Turbiana e quasi un ettaro e mezzo a rossi (Marzemino e Cabernet Sauvignon), tutti vigne abbastanza giovani con un età media di 14 anni. La produzione è di circa 30mila bottiglie, che con la vendemmia 2016 sfiorerà le 40mila con lo spumante che sarà però immesso sul mercato il prossimo anno.

“La denominazione oggi – commenta Carlo Veronese, direttore del Consorzio di tutela Lugana Doc – conta tanto, ma è fatta da aziende e qui siamo in una piccola grande azienda. In altre zone le piccole aziende sono pensate come quelle lasciate andare, le piccole qui alle degustazioni alla cieca sono anche molto superiori di altre più strutturate”.

Veduta aerea Cascina Maddalena

“Siamo sempre più attenti a quello che ci circonda, ascoltiamo la nostra terra e ci impegniamo a rispettarla di più, vogliamo rendere il consumatore consapevole di quello che ha nel bicchiere. Oggi essere rivoluzionari significa togliere, più che aggiungere, rallentare più che accelerare, e la nostra scelta, forse controtendenza rispetto al mercato, punta sulla tutela del territorio e del vivere sano più che a un incremento delle quantità e dei profitti”. Aboliti i diserbanti, ridotti i trattamenti sistemici, tecnica della “confusione sessuale” per evitare trattamenti insetticidi impattanti, eliminate le lamine a caldo nelle etichette e basta scatoloni colorati.

La nuova bottiglia alasaziana pesa 100 grammi in meno e il tappo a vite – apprezzatissimo in Austria e snobbato per pregiudizio in Italia – sono la via sostenibile. Lo “stelvin” è una una chiusura organoletticamente neutra a protezione dell’integrità del vino, che matura ma non invecchia: anche se è inutile negare che in Italia i più lo associano a vino di bassa qualità. Una scelta maturata dopo diversi anni di prove, come racconta Mattia, “motivata dalla volontà che il nostro prodotto sia sinonimo di maggiore qualità. Secondo noi questo è il futuro: le bottiglie che sanno di tappo spariranno e, soprattutto, potremmo aggiungere meno solfiti al momento dell’imbottigliamento, a beneficio di tutti i consumatori”.

2-20170327_114335

Etichetta emblematica è pure quella del Lugana Clay, l’orgoglio di Mattia: fermentazione con lieviti indigeni su un mosto Turbiana. Sperimentazione di poche bottiglie a tiratura limitata solo nelle annate migliori, dentro ci si trova l’essenza della terra di Cascina Maddalena: l’argilla, che con le sue crepe è nella nuova grafica. Il Rosanora, rosato di Marzemino, è dedicato alla nipote Nora, che ha disegnato le nuove etichette. Il Rosso dei Sette Scurtoni, Cabernet Sauvignon in purezza, è rappresentato da gocce di vino che stanno a rappresentare il mappale del vigneto dall’alto, stilizzato. Il metodo classico di Turbiana dosaggio zero? Per ora sull’etichetta solo un punta di domanda, che sarà tolto il prossimo anno con la messa in commercio. “Prima ho voluto lavorare sul vino – conclude Mattia – e poi ho sentito la necessità di comunicarlo con un cambio di immagine”.

Rispondi

foto golose