La prima volta a Golositalia, tra eccelsi prodotti, Ernst Knam e l’omone piazzato sulla porchetta: cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto

martedì 07th, marzo 2017 / 07:31 Written by
La prima volta a Golositalia, tra eccelsi prodotti, Ernst Knam e l’omone piazzato sulla porchetta: cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto

Quando l’inverno inizia a cedere il passo alle prime giornate soleggiate, ogni anno c’è un fiorire di manifestazioni enogastronomiche. Da sei anni migliaia di persone scelgono Golositalia a Montichiari, che si conferma l’appuntamento enogastronomico di riferimento per una vasta area a cavallo tra Lombardia e Veneto.

Innamorato del Salone del Gusto a Torino, non avevo mai preso in seria considerazione l’evento che a fine febbraio ha registrato 70mila ingressi e un ospite d’onore come il pasticcere Ernst Knam che ha incantato il pubblico con i suoi celebri cioccolatini e i suoi dolci ispirati alle opere di Pollock. “Un successo – dichiara con orgoglio il direttore Mauro Grandi – che conferma la bontà dell’impostazione di Golositalia, che riesce a riunire pubblici ed interessi diversi”. Da sottolineare l’unione con Aliment & Attrezzature, che ha permesso di completare la proposta.

Il cibo è una grande passione e allora quest’anno mi sono deciso ad andarvi, come ha fatto Harold Knobben che è sceso dall’Olanda con le sue mostarde: in precedenza lo aveva fatto solo per il Salone del Gusto.

Cosa è piaciuto

1- Sembra di essere nel paese dei balocchi. Se il cibo è una passione, allora bisogna andarci almeno una volta.

2- L’appuntamento è per tutti. Dai professionisti ai golosi. Il format potrà anche non piacere, ma i numeri parlano chiaro: Golositalia piace al pubblico di curiosi, golosi e pure gastrofighetti.

3- Cospicuo il numero di artigiani del gusto presenti tra tanti commercianti. Appassionati piccoli produttori che con evidente passione mostrano, spiegano e propongono il risultato del proprio lavoro, dai formaggi alle composte, dal miele allo zafferanno, dai casoncelli al succo di mela. Ne cito due per tutti, l’azienda agricola di Konza Kiffi di Pantelleria (TP) e il cremasco MDF Formaggi.

4- Non solo compere per la tavola domestica, ma anche la possibilità di mangiare in loco, dal gnocco fritto all’arrosticino.

5- Tanti i produttori di vino, alcuni sicuramente interessanti. Tra questi cito una conosciuta nell’occasione e una già presente nella cantina personale: l’Az. Agr. D’Ancona di Pantelleria (TP) e Tenute del Garda di Calvagese della Riviera (BS). Con 3 euro di investimento si prendono bicchiere e sacca al collo per dare il via una serie di degustazioni.

Cosa non è piaciuto

1- Pagare l’ingresso per andare a fare compere. Golositalia non è un grande banco d’assaggio dove tutto viene più o meno offerto (ci mancherebbe!), è un grande mercato dove nessuno regala alcunché: il venditore fa assaggiare i propri prodotti per invogliare i clienti all’acquisto, nulla di strano. Come pagare l’ingresso per accedere ai mercatini natalizi.

2- Parecchi espositori sono commercianti e, senza voler parlare di qualità, capita di trovare gli stessi prodotti da più espositori.

3- Eccessiva rappresentanza di prodotti calabresi. Non me ne vogliano a male, sono un loro goloso cliente, ma quando sono tanti…

4- L’omone piazzato sulla porchetta in vendita.

5- Assaggiato purtroppo alcune cose inquietanti: un arancino terribile, il peggiore fish&chips della storia e un croque monsieur degno di un cosiddetto “lurido” piazzato fuori da qualche discoteca parigina.

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foto golose