Gli straordinari prodotti del territorio: ecco cosa si mangerà e si berrà al Radici Food Festival

martedì 08th, novembre 2016 / 19:57 Written by
Gli straordinari prodotti del territorio: ecco cosa si mangerà e si berrà al Radici Food Festival

COSA SI MANGERÀ AL RADICI FOOD FESTIVAL:

LA CARNE ALLA BRACE
La carne alla brace era il cibo dei nostri antenati e delle popolazioni nomadi. Cacciare e accendere un fuoco era vitale. Non era solo un pasto, ma un rito di condivisione. Oggi mangiare una carne di qualità davanti a un fuoco ci riporta a quando le sovrastrutture erano poche. Per l’evento sono stati ottimi produttori di carne italiani, che offrono un prodotto buono, sicuro e rispettano l’animale nell’allevamento e in fase di macellazione: Confagricoltura Brescia; il pastore Daniele Savoldelli, 35 anni e 2000 pecore bergamasche allevate libere e nutrite con l’erba del pascolo; il Wagyu, bovino giapponese, dall’Allevamento Ferrazzi &Cova lavorato e preparato da Ripamonti Carni Oggiono (LC); Damini e Affini (VI), l’unica macelleria in Europa con 1 Stella Michelin; Macelleria Salumeria Giacobbe di Sassello (SV); Macelleria Motta di Bellinzago Lombardo (MI).

LA PIZZA FRITTA DI FRANCO PEPE CON LE FARINE BRESCIANE DEL MOLINO PIANTONI

LE CIAMBELLINE FRITTE DI ALFONSO PEPE

LA POLENTA CON I GRANI AUTOCTONI MACINATI A PIETRA IN UN MULINO DEL 1184 (Archivio segreto vaticano)
Stefano Ambrogio è il coraggioso “condottiero” di una cooperativa di produttori di farina di mais autoctono delle colline gardesane. Ha intrapreso un lungo e difficoltoso cammino di difesa di questo mais antico, collaborando con l’università di Milano per la tutela di queste spighe e delle loro radici. il prodotto finale si chiama Farine del Garda. La macina in pietra del mulino è ancora quella originale del 1850.

LA TROTA LACUSTRE DEL GARDA E LA SARDINA DEL LAGO D’ISEO

LO STORIONE BIANCO ALLEVATO A BRESCIA
Gli storioni e il caviale tra i migliori del mondo? Si allevano e producono a Calvisano, in provincia di Brescia. Oggi il nome Calvisius ormai è sulla bocca di tutti, in Italia e all’estero. Agro Ittica Lombarda, azienda del territorio italiana leader incontrastata nella produzione e nella distribuzione di caviale, che vanta il più grande allevamento di storioni d’Europa. porterà uno STORIONE BIANCO (Acipenser Transmontanus) di 10 chili che lo chef Marco Sacco, 2 stelle Michelin e specialista del pesce di lago, preparare alle braci.

LA PIZZA GOURMET AFFUMICATA SUL FUOCO IN CUPOLA (con il caviale Calvisius)

IL PANETTONE ALLA BRACE

CREME, CASTAGNE SUL FUOCO E VIN BRULE’

PANE E OLIO: LA MERENDA DA RISCOPRIRE
Se pane e olio sono di altissima qualità, non c’è cibo migliore. Olio Garda DOP, un pizzico di sale e via, con un grande pane comunitario da condividere realizzato da Jean Marc Vezzoli, specialista del lievito madre e uno dei titolari del Panificio Fratelli Longoni di Carate Brianza, e Stefano Pederzani, panificatore e pasticciere di Dal Dosso Salamensa. Da rompere a mano e scaldare sulla brace.

IL MIELE DALL’EREMO DEI FRATI BENEDETTINI
Andrea Paternoster, titolare dell’azienda Mieli Thun, è un apicoltore nomade e un vero custode delle api, un visionario dal grande cuore che si sposta in tutta Italia e all’estero, installando alveari vicino a colture specifiche (tarassaco, trifoglio, carote, cardo, castagni…) In modo da ottenere mieli monofloreali, ciascuno con un colore, un sapore e un profumo diverso e molto definito. Porterà il miele che viene da uno dei più bei luoghi del lago di Garda: l’eremo di San Giorgio dei frati benedettini camaldolesi, che si trova a cavallo tra il golfo di Garda e di Bardolino.

LA FORMAGGELLA DI TREMOSINE

LE VERDURE ANTICHE: RAMOLACCIO, CAVOLFIORE GIALLO DEI RONCHI E CAVOLO NAVONE
Il RADICI FOOD FESTIVAL ha lo scopo di far conoscere tradizioni antiche e prodotti del territorio dimenticati. Radici simboliche e radici vere, come il Ramolaccio nero, nome scientifico rafanus sativus, una rapa che d’inverno sostituisce il ravanello e che è buonissimo mangiato crudo con un filo di olio extravergine, sale, pepe e pecorino romano, oppure il Cavolfiore Giallo Dei Ronchi, un cavolfiore naturalmente di colore giallo che si coltivava a Brescia nella zona dei Ronchi (ora residenziale, ma un tempo piena di orti) che ha foglie così dolci che si possono mangiare nelle pietanze e sono buone quanto il fiore. O, ancora, il Cavolo Navone, un cavolfiore saporitissimo tipico dei colli vicentini, trapiantato e coltivato sul Lago di Garda dove ha trovato un terreno d’elezione. Le verdure verranno portate da Gheorghe Urda (foto in alto), giovane agricoltore rumeno di 36 anni dell’azienda agricola “Orti Del Lago”, trapiantato in Italia da più di 10 anche lui, su questa terra, come le sue verdure, è riuscito a realizzarsi e a dare favolosi frutti.

IL GELATO ARTIGIANALE MANTECATO AL MOMENTO

COSA SI BERRÀ
IL VINO DEL TERRITORIO: COSTARIPA DI MATTIA VEZZOLA

LA BIRRA ARTIGIANALE BALADIN DI TEO MUSSO

ACQUA LEVICO

IL CAFFÉ DI GIANNI FRASI DELLA TORREFAZIONE JAMAICA DI VERONA

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foto golose