In Islanda si mangia l’hákarl, lo squalo putrefatto che odora di ammoniaca: lo abbiamo provato e non abbiamo fatto la fine di Chef Ramsay

lunedì 05th, settembre 2016 / 14:31 Written by
In Islanda si mangia l’hákarl, lo squalo putrefatto che odora di ammoniaca: lo abbiamo provato e non abbiamo fatto la fine di Chef Ramsay

L’aria si satura di un forte odore di ammoniaca. E’ sufficiente togliere il coperchio alla confezione e quindi riempirsi il naso del pungente odore per porsi qualche dubbio sul perché vorresti mangiare dello squalo putrefatto (se preferite, fermentato). Presenza fissa nella classifica dei peggiori cibi da gustare, l’hákarl (link a Wikipedia) è un cibo tipico dell’Islanda  e famoso per impressionare i turisti incuriositi. Qualcuno non riesce a sopportarne l’odore e forse pure il sapore, famoso è infatti il video del  chef scozzese Gordon Ramsay che lo rigetta in un secchio, ma è difficile biasimare i gusti di chi non riesce ad apprezzarlo.

A farlo entrare nella categoria degli orrori da gustare è innanzitutto il metodo con cui viene preparata questa “prelibatezza” gastronomica islandese. Lo squalo, principalmente il Somniosus microcephalus (squalo groenlandese) e il Cetorhinus maximus (volgarmente squalo elefante),  non smaltisce mai l’urina e la immagazzina: sarebbe impossibile mangiarne la carne perché tossica. Gli islandesi per renderla commestibile lo interrano senza testa e interiora per un caratteristico processo di fermentazione per qualche mese per farlo seccare all’aria tagliato a strisce.

Curioso mi sono fatto coinvolgere dall’amico Armando Bellelli in una “degustazione”.

L’aspetto è simile a quello di cubetti di zucchero bianco, ma l’odore che emana è fortissimo. Inutile soffermarsi, messo in bocca potrebbe ricordare del formaggio stagionato con sentori di pesce, a rendere difficoltoso il boccone è comunque la consistenza viscida, a rendere difficilissimo il boccone è il ritorno retrolfattivo di ammoniaca. A questo punto arriva il turno dell’acquavite di patate islandese Brennivín, senza i quali sarebbe impossibile allontanare l’ odore nauseabondo di ammoniaca, che comunque tornerà a far visita a lungo, come nei peggiori incubi diurni.

Considerato una prelibatezza, molti islandesi in realtà pare si rifiutino di mangiarlo. Il sapore non sarà tra i preferiti per molti, ma l’hakarl non è così nauseante come si potrebbe pensare vedendo il suddetto video di Ramsey, che ci ha stimolato una curiosità, per capire i gusti altrui, loro stessi e il modo di vivere. Senza dimenticare il Lévi-Strauss che in “L’origine des manières de table” del 1968 scrive: La cuisine d’une société est un language dans le quel elle traduit inconsciemment sa structure.


vvv

Rispondi

foto golose