Un elegante grande vino, fuori dagli schemi: il Bardolino Chiaretto di Villa Calicantus

sabato 20th, agosto 2016 / 16:48 Written by
Un elegante grande vino, fuori dagli schemi: il Bardolino Chiaretto di Villa Calicantus

Dopo un fugace assaggio tra i vari assaggi all’Anteprima Bardolino e Lugana a Lazise in primavera, mi sono procurato una bottiglia di Bardolino Chiaretto Classico di Villa Calicantus, la più piccola cantina del comprensorio della Doc veneta: 1,2 ettari di vigne in collina. Ottenuto da uve Corvina, Rondinella, Molinara e Sangiovese, ha un grossa particolarità: è fermentato e invecchiato in botti di legno, inoltre è immesso sul mercato due anni dopo la vendemmia. Ovvero nel 2016 si beve il 2014.

A Calmasino di Bardolino Daniela Delaini sfata così tre falsi miti: il Chiaretto non va bevuto necessariamente giovane entro l’anno, può fare legno e, soprattutto, non deve considerarsi il figlio di un dio minore al di sotto di  rossi e bianchi. Il successo di Italia in Rosa a Moniga è la conferma del nuovo apprezzamento per i rosati e Villa Calicantus con questo vino dimostra che, con grande rigore in vigna, anche il Chiaretto può essere un grande vino che può competere con i grandi italiani della tradizione e prestarsi ad abbinamenti culinari disparati.

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Vendemmiato a mano, con rese di 50 quintali/ettaro, fermenta e affina in botti di legno (3 mesi e 3 mesi) con il risultato di un rosato dal colore molto scuro, ramato, nemmeno lontano parente dai fratelli rosa tenue, con i quali però condivide l’eleganza. Il naso è verticale, in bocca spicca un’acidità ben presente e bilanciata da una sapidità che lo rende al tempo stesso facile da bere e complesso. Un vino persistente, equilibrato, di carattere, espressione di un Garda diverso, di un essere diversamente rosé.

La bottiglia è stata destinata allo speck di trota di Armanini (Storo, TN)

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