Sulla via del vino naturale ecco i rossi di Forti del Vento, tradizione e innovazione nell’Alto Monferrato

giovedì 04th, agosto 2016 / 12:56 Written by
Sulla via del vino naturale ecco i rossi di Forti del Vento, tradizione e innovazione nell’Alto Monferrato

I meravigliosi castelli dell’Alto Monferrato Ovadese e i venti che soffiano sulle colline hanno ispirato il nome dell’azienda di Tomaso Armento e Marco Tacchino: Forti del Vento. I due amici nati e cresciuti in queste terre hanno ereditato dai loro nonni l’amore per il lavoro, la disciplina della terra e uno spirito innovativo. Nei loro vini c’è il loro modo di essere e di pensare: “Produrre vino secondo noi – spiegano – significa molto di più, significa diventare custodi di un luogo, la campagna che si coltiva e si abita con la propria famiglia, che si crede così possa esprimere davvero il meglio, preservandone la sua integrità nel tempo a produrre un prodotto qualitativamente perfetto ad un prezzo competitivo, per intraprendere con vigore la nostra strada del vino naturale”.

L’azienda pratica la biodinamica con la consapevolezza che è una strada impervia, per caparbi ma non impercorribile, e dal 2016 fanno parte dell’associazione Vinnatur. Considerano il vino naturale, il loro vino, la massima espressione delle singole caratteristiche dei vigneti da cui proviene: Castelletto d’Orba, riva destra dell’Orba, fiume che caratterizza il territorio (Ovada) e Roccagrimalda, riva sinistra dell’Orba – quasi due mondi per come sono diversi, ma una grande fortuna per loro. Arrivano alla maturazione dei grappoli difendendosi con il rame contro la peronospora e con lo zolfo per contrastare l’oidio, nelle uve vendemmiate non aggiungono lieviti, operano con travasi e batonnage per mantenere il vino vivo e naturalmente preservarlo sino al momento dell’imbottigliamento, assaggiando continuamente la sua evoluzione per immortalarne la sua bellezza al momento dell’imbottigliamento.

Anche se sembra tutto facile, non lo è. La ricerca dell’equilibrio complessivo parte dai vigneti, i loro sono tutti in collina, alcuni sono stati impiantati negli Anni 60 e sono lavorati quasi esclusivamente a mano. Attualmente si estendono su una superficie di circa 5 ettari tra Rocca Grimalda e Castelletto d’Orba, Monferrato, Piemonte. Sono tutti sistemati a girapoggio, seguendo, cioè, le linee di livello perpendicolarmente alle pendenze della collina. In questo modo si sfrutta pienamente l’esposizione del versante (Sorì). L’inerbimento, inoltre, contribuisce a contrastare l’azione erosiva delle piogge e aiuta a mantenere in equilibrio le piante e il terreno. Parte degli appezzamenti di Dolcetto è sistemata a ciglioni, tipologia non tipica di queste zone, ma coerente con il loro modo di essere, aperti alle buone idee, qualunque sia la loro provenienza, come anche dimostrano i vitigni che lavorano oltre al Dolcetto: Barbera, Cortese, Nibiö, Albarossa. Le loro produzioni rispecchiano una filosofia di vita che punta a valorizzare, e talvolta a riscoprire, le eccellenze del territorio.
Barricaia
Barbera del Monferrato Superiore Podej 2008
Barbera invecchiata un anno in tonneaux di rovere, dal colore rubino fitto, ci dona un bouquet profondo che sa di tabacco e incenso, di prugna e amarena in confettura, di cannella e cardamomo con rintocchi di cacao, liquirizia e vaniglia. In bocca, il frutto è assolutamente croccante, succoso, deciso e diritto, tannino che lambisce senza ferire, alcolicità perfettamente integrata tanto da non farsi quasi notare. Una Barbera che non ha maschere di convenienza, con la sua tradizionale acidità. Appena all’inizio del suo lungo cammino.

Monferrato Rosso Alto Fhrà 2009
Ottenuto per i tre quarti da dolcetto e per un quarto da cabernet sauvignon. Colore rubino acceso e profondo, bouquet ampio e intenso, che sa di prugna, lampone maturo e viola. E’ un vino senza spigoli, rotondo, dove tutto appare integrato, acidità, alcol, tannino, la beva è convincente e la persistenza tale da far affiorare riflessi chinati e di mirto. Altro vino, altra storia, come è giusto che sia.

Ovada Ottotori 2008
Ottotori, un dolcetto invecchiato un anno in tonneaux di rovere dal colore viola melanzana e un profumo intenso e accattivante. Frutta in confettura, marasca, amarena, lampone, prugna, con in più una leggera cremosità, dolce e suadente, tanto da richiamare sfumature di cipria. L’assaggio rivela un tannino importante, un’acidità vibrante che offre un perfetto sostegno al frutto evitando scivoloni verso stucchevoli dolcezze, un finale di buona ampiezza e persistenza con leggera chiusura amaricante. Un vino di cui si sente la maggior materia e la forza alcolica, del resto proviene da piante di oltre 35 anni, che gli donano una complessità e una ricchezza indubbiamente superiori alla media della tipologia.

Forti del Vento S.r.l.
Vico Madonnetta, 2
15076 Ovada (AL) ITALY
Tel: +39.0143.849.135

Stefano Belli

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