Mai più Attila nelle terre del Lugana: ogni albero sacrificato per far spazio ai vigneti sarà reimpiantato

martedì 02nd, agosto 2016 / 05:30 Written by
Mai più Attila nelle terre del Lugana: ogni albero sacrificato per far spazio ai vigneti sarà reimpiantato

Mai più Attila nelle terre del Lugana. Vi ricordate lo scempio di inizio anno tra Desenzano, Peschiera e Sirmione? L’abbattimento di decine di alberi per far spazio a nuove vigne aveva generato disappunto e sconcerto; alla distruzione di un’area alquanto suggestiva, il direttore del Consorzio di tutela del Lugana Doc, Carlo Veronese, commentava: “Dimostra come a volte il mondo agricolo si comporta in modo non rispettoso per l’ambiente”. Considerato che solo nel 2015 sono stati impianti nuovi 139 ettari a Lugana, il rischio di ripetere il danno c’è, ma è stata trovata una soluzione per quantomeno mantenere il patrimonio “verde”: ogni albero estirpato per far spazio alle vigne sarà reimpiantato a spese delle aziende vinicole su un terreno proprio o pubblico, a beneficio di tutti, per mantenere il paesaggio e l’ambiente.

Con una convenzione le aziende associate ora al Consorzio si impegnano, in caso di interventi che comportino l’eliminazione di alberi preesistenti per fare spazio ai vigneti, al reimpianto di un pari quantitativo di alberi, grazie alla collaborazione con le Amministrazioni locali (Desenzano, Lontato, Pozzolengo, Sirmione e Peschiera) e all’accordo con le Associazioni Florvivaisti Venete e Lombarde, partner del progetto “Lugana per l’Ambiente e l’Ambiente per il Lugana”.

Luca Formentini

Luca Formentini, presidente del Consorzio Lugana

“Un modello virtuoso che ci auguriamo possa essere replicato a livello regionale e nazionale – afferma il presidente Luca Formentini -. Uno dei punti qualificanti della mia rinnovata presidenza è la scelta di dedicare una buona parte delle risorse del Consorzio alla cura dell’ambiente in cui viviamo e produciamo il nostro vino. Siamo promotori di una viticoltura sostenibile, che sappia bilanciare gli aspetti produttivi con la salvaguardia del territorio. Questo progetto è un esempio concreto dove, non solo abbiamo previsto il reintegro delle alberature, ma abbiamo anche posto dei limiti molto stretti su quali tipologie di alberi reimpiantare, in modo da utilizzare solo specie autoctone. La prima consegna è prevista per settembre, quando affideremo al Comune di Desenzano del Garda 150 piante. Un vino di qualità nasce da un territorio di qualità e contribuisce alla sua valorizzazione perché da essa dipende la sua credibilità. Il Lugana è un distretto che esprime questo concetto in pieno”.

Il progetto ha trovato la disponibilità dei 5 Comuni su cui insiste la DOC (Desenzano, Lonato, Pozzolengo, Sirmione e Peschiera) e il plauso della Regione Lombardia: “Il Lugana – dichiara l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – è una delle importanti DOC lombarde, che negli anni ha saputo incrementare il proprio prezzo, arrivando a oltre 115mila ettolitri prodotti nel 2015 e a un valore dell’imbottigliato che è passato dai 23,4 milioni di euro del 2008 a 62,6 milioni del 2015. Un patrimonio vitivinicolo da tutelare anche da infrastrutture (leggasi TAV, ndr) che andrebbero irrimediabilmente a danneggiare un’area a forte vocazione produttiva e turistica”.

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La Turbiana, il vitigno autoctono del Lugana, è oggi una delle uve bianche più cara d’Italia: nella vendemmia 2015 il prezzo medio delle uve è stato di 180 € al quintale. “Non stupisce quindi che cresca costantemente la superficie vitata, oggi pari a 1675 ettari (di cui 263 in Veneto e 1412 in Lombardia, ndr) – spiega Carlo Veronese, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC –. In una DOC in continua crescita è fondamentale continuare a interrogarsi sul futuro della denominazione, contando sull’esperienza e il confronto fra tutti i produttori e gli altri protagonisti che determinano il successo di questo vino”.

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