Lidia e Paolo di Rocco di Carpeneto, i grandi interpreti dell’Alto Monferrato

venerdì 06th, maggio 2016 / 18:21 Written by
Lidia e Paolo di Rocco di Carpeneto, i grandi interpreti dell’Alto Monferrato

Rocco di Carpeneto è un’azienda vitivinicola a conduzione biologica ( anche se lavora in modo biodinamico ), sita a Carpeneto (Al), tra le dolci colline dell’Alto Monferrato ed è già divenuta un punto di riferimento del movimento naturale, grazie a Lidia e Paolo che con la loro filosofia e i loro vini sono una garanzia di qualità e genuinità.
La produzione è concentrata su soli vitigni autoctoni (dolcetto, barbera, cortese, nebbiolo, albarossa), i loro vini sono fatti nel rispetto rigoroso dell’ambiente e dei cicli della natura. I vigneti sono trattati esclusivamente con rame e zolfo, e concimati con il sovescio di varie specie leguminose: la vendemmia è effettuata rigorosamente a mano, in piccole cassette. I vigneti sono situati quasi al confine con il comune di Rocca Grimalda, su di un vasto pianalto del fluviale antico, modellato con dolci vallecole e compluvi appena accennati, a una quota media di 270 m. s.l.m.

La vinificazione è basata sulla massima qualità delle uve utilizzate, e sulla minimizzazione degli interventi di carattere tecnico. Utilizzano solo lieviti selvaggi, con pied de cuve iniziale, praticano macerazioni prolungate (in vinificatori in acciaio inox, in legni grandi da 15 hl, in giare di terracotta e in vasche di cemento) e pressature soffici. Non dimentichiamo l’uso contenuto di solforosa e il divieto assoluto di utilizzare altri prodotti.

I vini sono variamente affinati in legno (con un mix di botti da 15, 10 e 7 hl, e di tonneaux e barriques non di primo passaggio), in giare di terracotta e in vasche di cemento e di acciaio. Per l’invecchiamento del cortese sono impiegati tonneaux di legno di acacia.

Una cantina architettonicamente caratterizzata, sviluppata su tre diversi livelli: ricevimento delle uve e diraspapigiatura, vinificazione e pressatura, bottaia sotterranea. Una mescolanza di pietre di fiume, resine, acciai, doghe fascianti in legno e plastica riciclati concorre a creare una struttura funzionale ed eco-efficiente. L’intera struttura è posta al servizio di una filosofia di cantina naturale e non interventista, nell’intimo rispetto delle pratiche tradizionali, delle variegate caratteristiche dei micro-terroir di provenienza delle uve, e della variabilità climatica di ogni annata di vinificazione.  Per ragioni di coerenza ecologica la cantina non è dotata di controllo della temperatura, e il trattamento dei reflui è assicurato da un impianto di fitodepurazione.

La Reitemp è una Barbera del Monferrato Superiore docg 2013 , ottenuta da sole uve barbera provenienti dal vigneto Rocco, impiantato nel 1955, con rese per ha tra i 35 e i 50 q. La fermentazione avviene in vasche di acciaio, con impiego esclusivo di lieviti selvaggi, e macerazioni prolungate (2-3 settimane). Matura poi per almeno 25 mesi, o più, in un mix di legni (botti da 15 hl, tonneaux, barriques) non di primo passaggio ( Solfiti all’imbottigliamento inferiori a 50 mg/l vs. un limite ufficiale per i vini biologici di 100 mg/l ).
Vino di  spessore che può solo migliorare l’eccelsa qualità che oggi lo distingue.

La Rataraura 2013 è una Barbera del Monferrato Superiore docg, ottenuta da sole uve barbera provenienti dai vigneti Gaggero e Vicario, impiantato tra il 1970 e il 2002 , con rese per ha tra i 50 e i 60 q. La fermentazione avviene in vasche di acciaio (e dal 2015 direttamente in giare di terracotta), con impiego esclusivo di lieviti selvaggi, e macerazioni prolungate (2-3 settimane). Matura poi per almeno 20 mesi, o più, in un mix di giare di terracotta e di legni (botti da 15 hl, tonneaux, barriques) prevalentemente non di primo passaggio. Vino unico nel suo genere a cui viene ridotta l’acidità grazie alle anfore in terracotta !.

L’Erche è un Ovada docg Riserva, ottenuto da sole uve dolcetto provenienti dai vigneti Vicario e Gaggero, impianto tra il 1970 e il 2000, con rese per ha tra i 50 e i 60 q. La fermentazione avviene in vasche di cemento o di acciaio, con impiego esclusivo di lieviti selvaggi, e macerazioni prolungate (2-3 settimane). Matura poi per almeno 24 mesi, o più, in un mix di legni (botti da 15/10/7 hl, tonneaux, barriques) prevalentemente non di primo passaggio, e in vetro. Decisamente una spanna sopra le altre!

Fossi in voi, acquisterei questi vini per provare in prima persona la qualità del prodotto, con il massimo rispetto della salute e dell’ambiente, che non guasta mai.

Belli Stefano

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