Olio Garda DOP, la beffa di Regione Lombardia: prodotto poco importante

giovedì 14th, aprile 2016 / 18:18 Written by
Olio Garda DOP, la beffa di Regione Lombardia: prodotto poco importante

Olio dalla Tunisia? Macché lo schiaffo sul Garda lombardo arriva dalla Regione, perché “prodotto per il mercato locale” e quindi poco importante. In sintesi è questa la motivazione con cui il Pirellone abbandona al proprio destino il Consorzio di tutela dell’Olio Extravergina di Oliva Garda DOP, un prodotto venduto soprattutto ai tedeschi in vacanza sul lago, in Germania, in Giappone e perfino negli Stati Uniti.

Mentre stava per iniziare il Sol&Agrifood di Verona, il salone destinato all’extravergine e all’alimentare in concomitanza di Vinitaly, è arrivata la risposta della Regione Lombardia in seguito ad una richiesta di chiarimento del Consorzio sulla mancanza del sostegno alle attività di informazione e promozione anche all’interno del PSR 2014-2020.

La Regione che “la coltivazione di olivo e la produzione di Olio Garda DOP lombardo – scrive l’assessore Gianni Fava – non siano particolarmente consistenti, sia a livello regionale e nazionale che nell’ambito della produzione complessiva di Olio Garda DOP ed ha un ambito di produzione e commercializzazione che si concentra soprattutto a livello locale e regionale”. Gli stessi fondi sono invece consentiti nel Programma di Sviluppo Veneto che, insieme a Lombardia e Trentino, formano le tre aree di produzione tutela dal Consorzio.

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In termini di soldi? Regione Veneto finanzia al 50 e al 70% progetti di promozione e comunicazione, che lo scorso anno sono stati di 50 mila euro. “C’è grande amarezza – dichiara Andrea Bertazzi, Presidente del Consorzio Olio Garda DOP – senza questi finanziamenti l’olivicoltura sulle sponde del lago lombardo non ha la forza di sopravvivere. L’olivo è essenziale per la salvaguardia del territorio e soprattutto per lo sviluppo di tutto il comparto turistico. In funzione di quale logica la scelta di abbandonare una produzione di qualità che esiste fin dal Medioevo nella zona del Garda e che è tanto apprezzata nel mercato estero?”.

La produzione è limitata nei numeri, ma di grande qualità, con un importante volume economico. In particolare nella zona Lombarda sono 123 i soci – tra olivicoltori, molitori, confezionatori su un totale di 468 – per una produzione di olio certificato nella stagione 2015 (al 25 marzo) di 69.753,31 Kg, pari a circa 76mila litri. Sulla sponda trentina ne vengono prodotti 23.269 kg e sulla orientale circa 132.706 kg, di cui “solo” 91.948 da parte di soci.

Inoltre è forte il legame con il turismo, che sul Garda vuol dire 23 milioni di presenze di cui 8 sulla sponda bresciana. L’olivicultura è paesaggio. “Serve coltivare bene l’olivo – spiega Bertazzi – per produrre un buon olio, ma anche per la cura di un territorio ordinato, pulito, attrattivo, per un paesaggio apprezzato dai turisti. È un aspetto importantissimo e sono due settori connessi. Serve anche solo un minimo segno per aiutare i produttori”.

Qua e qua due miei articoli sul tema su Bresciaoggi

Qua la lettera sull’argomento scritta dagli organizzatori di Valtenesi con Gusto

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