Prosecco Colfondo Anfora di Casa Belfi

mercoledì 09th, marzo 2016 / 11:45 Written by
Prosecco Colfondo Anfora di Casa Belfi

Ecco un esempio di chi resiste all’omologazione del gusto. Casa Belfi di San Polo di Piave (TV) smentisce l’immagine diffusa del Prosecco come vino facile, sminuitosi nell’immaginario da bar nel “Prosecchino”. Tra vigne coltivate con metodo biodinamico, recupero di tradizioni e metodologie e ovviamente artigianalità, il suo vino è stata una delle belle note della seconda edizione di Vino In-Dipendente. Organizzata a Calvisano in occasione della fiera agricola da Stefano Belli, quest’anno ha offerto uno spaccato interessante sul mondo del vino naturale, con cantine piccole, spesso difficili da incontrare altrove e una delle chicche della giornata è stato il Prosecco Colfondo Anfora di Casa Belfi.

Piccola nota. Prima della fermentazione in autoclave, prima che il Prosecco divenisse una questione di moda, questo vino (come tanti altri) era rifermentato in bottiglia sui propri lieviti, in Francia direbbero sur liè, una pratica “contadina” che dava un vino concentrato, torbido, tanto da consigliare ancora oggi una leggera agitata per favorire la sospensione dei lieviti residui. Il recupero della tradizione di Casa Belfi è qua: il vino, dopo una prima fermentazione in anfora con soli lieviti indigeni, in primavera viene messo in bottiglia, dove termina la fermentazione.

Il risultato è un vino intenso, aromatico, sapido, piacevole. All’occhio è completamente diverso, giallo carico e soprattutto torbido, che non è una connotazione dispregiativa. Al naso ci sono fiori, frutta e belle note di lievito e crosta di pane. In bocca è un vino dritto, equilibrato, corposo, con una buona acidità. Un vino prodotto solo in (poche) magnum, che berrei durante un aperitivo estivo e con una frittura di pesce.

Nella foto in alto il Colfondo Anfora è quello sulla sinistra

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foto golose