A San Valentino si stappa la nuova annata del Valtènesi Chiaretto. Vino oggi elegante e fine, prodotto fin dal ‘500, amato nella Belle Époque.

sabato 13th, febbraio 2016 / 18:26 Written by
A San Valentino si stappa la nuova annata del Valtènesi Chiaretto. Vino oggi elegante e fine, prodotto fin dal ‘500, amato nella Belle Époque.

A San Valentino si stappa il Valtènesi Chiaretto. Come da disciplinare la nuova annata è immessa in commercio dal 14 febbraio, così nel giorno della festa degli innamorati arriva in tavola il rosé della sontuosa vendemmia 2015, prodotto con le uve dell’autoctono Groppello sulla riviera bresciana del Garda, storicamente vocata alla produzione in rosa.

L’attesa è sempre tanta, molta la curiosità per gli amanti – di questo vino – in aumento, grazie soprattutto al lavoro dei produttori che, pur mantenendo peculiarità e caratteristiche stilistiche proprie, globalmente hanno intrapreso la strada di un vino più scarico nel colore, molto elegante e fine, tipicamente sapido e soprattutto fresco. Il segreto del Valtènesi Chiaretto (tipologia che viene prodotta anche nelle Doc Garda Classico e Garda Bresciano) è tutto nelle poche ore di contatto tra il mosto e le bucce delle uve rosse. Con oltre un milione di bottiglie complessive il Chiaretto è la bandiera di un territori, ma il grande passo del Consorzio Valtènesi – che non vuole scimmiottare i francesi, bensì trovare la propria strada – è stato l’abbattere il pregiudizio che fosse un vino che finisse con l’estate.

L’uscita del nuovo millesimo è l’occasione ideale per riscoprire un vino di tradizioni ultracentenarie, la cui genesi si intreccia ad una lontana storia d’amore: quella tra la nobildonna gardesana Amalia Brunati ed il Senatore veneziano Pompeo Molmenti.

Nel 1885 il matrimonio tra i due portò Il Senatore Molmenti nei possedimenti dei Brunati a Moniga, in Valtènesi. Qui la sua passione per la viticoltura d’avanguardia e per la vinificazione in rosa, appresa nei viaggi francesi, sfociò, già nel 1896, nella codifica ufficiale del metodo di produzione di questo rosé di territorio, la cui produzione però era diffusa sulla riviera bresciana del Garda fin dal ‘500 con la denominazione “claretto”, stando ai testi dell’illustre agronomo bresciano Agostino Gallo (1499-1570).

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Fu proprio il Molmenti a traghettare il Chiaretto della Valtènesi nel favoloso clima della Belle Époque quando il suo vino, nel 1904, venne ammesso alla famosa Esposizione Bresciana, vincendo la medaglia d’oro: un successo che galvanizzò i cantinieri gardesani, amplificando al tempo stesso la fama del rosé di riviera oltre i confini locali, e portandolo a quanto si racconta anche nel cuore dei salotti e dei locali milanesi del primo ‘900 dove divenne un richiesto aperitivo “di tendenza”, proprio come sta accadendo da qualche anno e in maniera crescente fra le giovani generazioni nei più apprezzati wine bar della Riviera gardesana.

Per ricordare e rivivere questi suggestivi trascorsi, il Consorzio Valtènesi ha scelto venerdì il ristorante Il Salotto in Galleria Vittorio Emanuele a Milano e lo storico Hotel Vittoria di Brescia per un deblocagè in anteprima con alcune jéreboam dell’annata.

 

DOVE GODERNE SUBITO – Per la Valtènesi segnaliamo l’enoteca Garda&Vino di Moniga, punto di riferimento con tantissime aziende del territorio, dove dalle 11 si potranno assaggiare alcune bottiglie della nuova annata; per il basso lago iniziativa similare viene proposta da DottorVino a Sirmione; la sera invece musica dei Beatles e cena irrorata di Chiaretto all’Hotel Vittoria di Brescia.

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