Il Vittoriale enoteca del Belpaese: una collezione di vini nazionali riempirà la cantina del Vate

lunedì 02nd, novembre 2015 / 16:28 Written by
Il Vittoriale enoteca del Belpaese: una collezione di vini nazionali riempirà la cantina del Vate

Il Vittoriale degli Italiani diverrà anche enoteca del Belpaese. La cantina dannunziana è vuota, saccheggiata del vino e dei liquori del Vate, come del resto venne rubata anche la scorta del suo amato “piatto freddo” preorgiastico (leggasi cocaina), ma presto potrebbe essere riempita con tutti i vini nazionali con la collaborazione del Consorzio Valtènesi.

L’idea è venuta al direttore Alberto Panont e a Giordano Bruno Guerri, che invece presiede la Fondazione Vittoriale, durante una serata conviviale ospitata dalla cantina Costaripa di Moniga nel corso di una promozione del territorio atipica. In occasione del tradizionale convegno storico organizzato da Radio Rai e quest’anno ospitato dal nuovo Mu.Sa. di Salò, in collaborazione proprio con l’ente che gestisce oggi la cittadella monumentale. Il Consorzio Lago di Garda Lombardia ha pensato bene di sfruttare l’occasione e proporre agli ospiti – studiosi e giornalisti radiofonici – uno spaccato territoriale con una degustazione di Chiaretto di una decina di aziende.

Giordano Bruno Guerri e Mattia Vezzola

Giordano Bruno Guerri e Mattia Vezzola

I momenti del convegno saranno poi riprodotti sulle frequenze radio delle Rai in più puntate e in apertura sarà per l’appunto ricordato anche il territorio gardesano. Per il lago un’ulteriore pubblicità, per i suoi vini un’occasione interessante. Il Consorzio Valènesi sta infatti lavorando su una comunicazione di un territorio vocato al Chiaretto, figlio di una terra che oggi registra gli unici 400 ettari al mondo di Groppello, un’uva delicata da cui si ottengono vini setosi.

Oggi il vino Garda Classico è equamente diviso tra rosso e rosato, che nel caso del Valtènesi Doc è invece al 70%: una questione di “terroir”, direbbero i francesi. Il confronto con i rossi vicini, su immagine ed eleganza, è forse impari. Questa è una terra di vini più delicati, raffinati. Così il Chiaretto è il prodotto perfetto di questa terra, dove il Consorzio lavora per incrementarne i consumi: 20 anni fa in Francia 8 bottiglie su 100 erano di rosato, oggi se ne bevono 28 su 100 e in Italia verrebbe da dire che siamo indietro di due decadi.

“Innanzitutto – dice Panont – bisogna lavorare sulla diffusa convinzione che il Chiaretto a settembre sia già vecchio”. “Il Chiaretto può essere bevuto anche un anno dopo – commenta l’enologo Mattia Vezzola – e in Francia infatti in estate non si beve mai il rosato dell’ultima vendemmia, ma della precedente”.

Così mentre il Valtènesi Doc lavora per imporsi con un’immagine di prodotto di alta qualità, da imporsi anche sul territorio di casa, perché oggi direttamente o indirettamente, gran parte del prodotto è comunque destinato agli stranieri, ecco l’occasione. Il Consorzio potrebbe divenire l’accogliente padrone di casa nella cantina del Vittoriale, che verrà riempita dei migliori vini di tutta Italia, ma sarà comunque gestita e coordinata da chi sul Garda è sinonimo di qualità.

Gabriele D’Annunzio era un raffinato buongustaio anche a tavola e, se la cosa è stata di scarso interesse finora, Giordano Bruno Guerri assicura che la sua cantina ospitava già all’epoca i migliori vini: la cosa curiosa è che il Vate si dichiarava astemio, pur non disdegnando il nettare di Bacco. La cantina dannunziana, una volta riempita, potrebbe poi ospitare eventi dedicati, come degustazioni dei migliori vini d’Italia all’interno di una visita alla cittadella molto più inebriante.

Rispondi

foto golose