Vino da tavola? Sì, grazie, se è il Vidur di Togni Rebaioli

sabato 10th, ottobre 2015 / 17:19 Written by
Vino da tavola? Sì, grazie, se è il Vidur di Togni Rebaioli

Vino da tavola? Sì, grazie, se è quello della Togni Rebaioli. Spesso il vino da tavola è sinonimo di un vino elementare, per il desinare domestico quotidiano vecchio stampo. Il Vdt tuttavia non è sempre inferiore agli Igt, ai Doc e ai Docg; senza scomodare i Super Tuscan, per capire il concetto basta andare in Valcamonica, esattamente a Darfo Boario, nella valle bresciana famosa per la siderurgia e le incisioni rupestri.

Insignito della chiocciola di Slow Wine, Enrico Togni Rebaioli è abbastanza noto nel mondo del vino, perché, oggi poco più che trentenne, da giovane ha lasciato le aule di studio puntando invece al lavoro del terra, al recupero dei vigneti del nonno: uve strappate dai pendi di roccia. La cosiddetta viticultura eroica di montagna. Vigne terrazzate, rese basse, qualità alta. Un lavoraccio da cui magari in molti negli anni passati sono fuggiti e che lui invece ha inseguito con risultati che ho avuto il piacere di ritrovare in un bicchiere di Vidur 2011, barbera in purezza.

Dalle prealpi una bella barbera tesa, ampia, ricca di frutta ben definita con qualche nota di spezia dolce. Complessa e lunga. Un vino che può essere riassunto in una bella acidità, tannino setoso e una grande bevibilità, che poi è quel che conta in compagnia, con qualche pezzo di formaggio. Arrivando al secondo bicchiere al naso si presentano sentori di ciliege sotto spirito. Un vino caldo, energico, che non si appesantisce con il passaggio nel legno.

Lo cercherò al prossimo mercato FIVI a Piacenza.

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