Il successo in casa del Lugana Doc. Alla grande degustazione annuale 1400 persone tra 55 aziende, dalle più grandi e note alle più piccole.

venerdì 02nd, ottobre 2015 / 07:14 Written by
Il successo in casa del Lugana Doc. Alla grande degustazione annuale 1400 persone tra 55 aziende, dalle più grandi e note alle più piccole.

La degustazione annuale Lugana Armonie Senza Tempo è un evento imperdibile tanto per gli appassionati quanto per i produttori, che in alcuni casi sabato hanno lasciato i filari rimandando volentieri la vendemmia. Il successo dell’edizione 2015, organizzata dal Consorzio di tutela di Lugana Doc quest’anno alla Caserma dell’Artiglieria a Peschiera, era già annunciato dalla coda prima dell’apertura.

Il Lugana è un vino che guarda molto all’estero e per le 55 aziende presenti sabato scorso questo è stato il momento più importante dell’anno all’interno del proprio territorio. Si preannunciava come un grande evento e così è stato: una vera festa, per 1400 “Lugana lovers” che hanno accolto l’invito alla sesta edizione di un evento, a ingresso gratuito, ormai una garanzia per chi voglia non solo degustare ma anche cogliere l’opportunità di mettere a confronto diversi stili e approfondire curiosità e aneddoti con i produttori.

“Sono contento – commenta Luca Formentini, presidente del Consorzio di tutela – perché c’è stata tanta gente, con un flusso regolato per consentire ai presenti e alle cantine i tempi e gli spazi giusti”. L’organizzazione è stata tutta gestita dalle sole due persone che lavoro al Consorzio: il direttore Carlo Veronese e Marika.

Dalle cantine più grandi e note a quelle più piccole per dimensioni, ma non certo per qualità. Alla degustazione i “wine lovers” si sono divisi tra cantine che tirano il mercato grazie a nome ed ettari come Cà Maiol di Desenzano, Zenato di Peschiera e Ca’ Dei Frati di Sirmione e aziende di dimensioni anche molto più contenute, tra cui la Pirenei di Pozzolengo (solo 500 bottiglie di Lugana base): “Imbottiglio solo per la domanda che ho – spiega Fabio Baroni –, la nostra attività principale è un’altra e vendiamo le uve bianche ad altre cantine”.

 


Il mercato è in crescita e si registrano investimenti anche dal di fuori: come Tommasi e Accordini Igino dalla Valpolicella. In alcuni casi invece è stata accantonata la promozione per troppe richieste: “All’inizio facevamo pubblicità – spiega Daniele Malavasi dell’omonima azienda di Pozzolengo – poi abbiamo smesso, troppe richieste. Abbiamo acquisito 5 ettari, ma rischiavamo comunque di non soddisfare più la clientela radicata e così abbiamo smesso di farla”.

Tra 55 aziende facile assaggiare vini premiati con stelle e bicchieri, ma c’è pure chi ha avuto la soddisfazione di essere inserito nella “top 100” per Il Golosario – Guida alle cose buone d’Italia, curata da Paolo Massobrio e Marco Gatti, che di solito inseriscono prodotti spesso poco diffusi. Per l’appunto nella nuova edizione sono stati inseriti il Lugana Busocaldo 2009 di Pasini San Giovanni di Puegnago (12 mesi di battonage su fecce fini) e il Lugana 2014 di Cascina Maddalena di Sirmione.

“È una pubblicazione alternativa – dice Paolo Pasini – che premia un prodotto per un mercato di nicchia. Il successo di questo vino gratifica il lavoro fatto e da soddisfazioni. Prodotti come questo difficilmente hanno un mercato estero, richiedono un contatto diretto tra produttore e consumatore. Il Lugana fresco e giovane è quello che va oggi sul mercato estero”.

All’estero non ci arriva per numeri Cascina Maddalena, più facilmente presente nell’alta ristorazione: “La nostra è una piccola cantina e il nostro Lugana – spiega Elena Zordan – non è ruffiano, l’acidità è marcata, è al di fuori di certi schemi, si distingue: mio fratello Mattia si occupa della vinificazione e porta in cantina solo le uve migliori con una doppia o tripla vendemmia. Vendiamo tutto in Italia, ma una persona in visita alla Valpolicella è stata indirizzata a noi e ci ha appena comprato un bancale di Lugana destinato in Minnesota”.

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