Tempo di vendemmia, cresce il Lugana Doc: quest’anno 15 milioni di bottiglie. Formentini: successo non figlio del marketing

sabato 26th, settembre 2015 / 08:23 Written by
Tempo di vendemmia, cresce il Lugana Doc: quest’anno 15 milioni di bottiglie. Formentini: successo non figlio del marketing

Continua la crescita del Lugana. Con altri 140 ettari in produzione, quest’anno è stata superata la soglia dei 1500 ettari, che significano 15 milioni di bottiglie immesse in un mercato che ogni anno lascia le cantine senza giacenza all’ora della nuova vendemmia.

Un successo figlio di più fattori – comunque non del marketing – che ha portato il bianco da uve Turbiana a essere il più venduto a Monaco di Baviera. E forse basterebbe questo a capire quanto siano cambiati i tempi da quando c’era chi estirpava le vigne per i bassi guadagni, anelando a qualche ettaro di cementificazione in più. Oggi è l’uva più cara d’Italia.

Luca Formentini

Luca Formentini

Per fare il punto della situazione su questo vino bianco, tra vigne, mercato e Tav, ho incontrato Luca Formentini, presidente del Consorzio di tutela del Lugana Doc. Una persona brillante, sempre sorridente, abile comunicatore, imprenditore vitivinicolo (Selva Capuzza di San Martino della Battaglia) noto anche per essere un apprezzato musicista, la sua grande passione. Tra palazzi della politica e vigne, con i suoi modi pacati e una grande abilità dialettica è divenuto negli ultimi anni quasi un uomo immagine della lotta contro il vecchio progetto della Tav nel basso Garda (#savelugana).

In un’ora e mezza abbiamo parlato di vendemmia, il vero motivo del nostro incontro, per non più di 10 minuti. Il resto del tempo abbiamo chiacchierato di tutto quanto ruota  attorno al mondo del vino, parlando anche di un tema a me caro: la poca varietà di etichette di Lugana nella maggior parte dei locali, bar e ristoranti. Una scelta di pigrizia che inficia la qualità della proposta. Basti comunque pensare che fino a qualche anno fa c’erano locali che in Valtenesi non proponevano il Chiaretto… Fine pausa.

Con i vendemmiatori già tra i filari, il primo pensiero comunque è al 2014: “Nonostante sia stata un’annata difficile e complicata, costata tanto in termini di lavoro con due vendemmie per far maturare meglio le uve, il 2014 è stata una grande annata. Se una zona riesce a uscire così da un anno difficile vuol dire che ha una capacità molto elevate di gestione delle difficoltà. La fortuna è stata di avere l’unico pezzo di estate nel momento della maturazione della Turbiana, tra metà settembre e inizio ottobre. È stato estremamente confortante, ma in vendemmia ero preoccupato”. Il 2014 ha poi sorpresa in bottiglia: “Spero sia così anche per il 2015”.

Vigne a Peschiera

Quest’anno la situazione sanitaria è eccezionale: nelle annate calde non si sviluppano muffe, malattie e parassiti. Le quantità sono quelle di un’annata normale. Nei giorni scorsi la maturazione procedeva bene e l’abbassamento delle temperatura avrà favorito la resa aromatica più ricca, più fine e più duratura nel vino. Le premesse per una bellissima vendemmia c’erano tutte, tanto da far sperare un prodotto migliore rispetto al 2013 e al 2014, ma Formentini non cede ai proclami altisonanti: “Poi vedremo i risultati in bottiglia”.

Con questa vendemmia entra in vigore nel disciplinare la data del 15 gennaio: prima di quel giorno non si potrà mettere in commercio l’annata, cosa che comunque già molte aziende fanno. “Uno degli aspetti che rendono pregiato e di valore il Lugana – spiega – è la sua grande evoluzione in bottiglia: anche se di annata e non una riserva, la sensazione è che si strutturi, si faccia più solido nella sua evoluzione esprimendo caratteristiche che lo rendono diverso da altri bianchi, con evoluzioni minerali senza appesantirsi”.

2014-10-11 16.25.48

Le evoluzioni sono talvolta incredibili, ma soprattutto quasi sconosciute al mercato. I consumatori associano il Lugana a un vino da bersi giovane e fresco. Alt! Per ricredersi è sufficiente provare la maturità dei Riserva, oppure per fare un passo oltre affrontare l’autoritaria personalità delle vecchie annate. “Immagino che i ristoratori – dice Formentini – possano arrivare ad avere anche annate vecchie, messe via anche da soli. Il Lugana è un vino con personalità, integrità organolettica che soddisfa chi ha un approccio semplice e vuole un vino sapido, senza contenuto alcolico elevato, ma anche gli intenditori che cercano caratteristiche affascinanti”.

Da 7 anni il Lugana cresce per numeri di bottiglie, ma tra i nuovi ettari a vite e la minaccia della Tav, che con l’attuale progetto minaccia circa il 20% dell’area vitata, non ci sarebbe alcuna relazione: una semplice risposta al mercato in continua crescita che vede la Germania del Sud e l’Italia ormai consolidati, gli USA e l’Europa dell’Est come nuovi cienti. E anche quest’anno non ci sono giacenze nelle cantine e crescono le quotazioni dell’uva (ormai stabili i 150 euro/quintale) e dello sfuso.
La continua crescita di ettari vitati a Turbiana ha fatto diffondere dicerie sulla concessione di nuove aree fuori zona di produzione storica, ma non è vero. Formentini sfata la leggenda: “La Doc – spiega – è nata nel 1967 e i confini non sono mai stati cambiati. Le potenzialità secondo una nostra stima sono di poter arrivare fino a 3000 ettari con i confini attuali”.

Dopo i vacui proclami di inizio lavori imminenti prima lo scorso autunno, poi a inizio anno, la linea ferroviaria Tav è pur sempre un rischio concreto per l’economia del basso lago, un progetto in bilico tra disegni di oltre vent’anni fa, variazioni e modifiche; la posizione del Consorzio, che propone lo sfruttamento della linea storica tra Desenzano e Peschiera, non cambia: “La Tav qua non è sostenibile, ma non vogliamo condizionare il progetto in sé: non va fatta tra Desenzano e Peschiera, dove non si può più cementificare. È una questione di strategia del territorio”. Una soluzione? Il sistema Ertms per la gestione dei binari per il traffico di treni con diverse velocità.

Rispondi

foto golose