Dopo un 2014 disastroso, buoni auspici per l’olio del Garda, ma comunque tra difficoltà non si può parlare di abbondanza

sabato 12th, settembre 2015 / 07:18 Written by
Dopo un 2014 disastroso, buoni auspici per l’olio del Garda, ma comunque tra difficoltà non si può parlare di abbondanza

Dopo la disastrosa annata del 2014, quest’anno gli olivicoltori del Garda tirano un sospiro di sollievo. Dopo una campagna olearia difficilissima con danni enormi per il comparto, le piante ne risentono, ma a meno di due mesi dall’apertura dei frantoi le premesse sono positive. Si prospetta un’annata migliore, che vedrà l’entrata in vigore del nuovo disciplinare dell’Olio Garda DOP che consente di raccogliere tutta la produzione gardesana sotto il marchio unico Garda, senza l’obbligo di specificare in etichetta la sotto-zona.

Tra inverno caldo, maltempo, mosca, lebbra, estate piovosa e clima umido, lo scorso anno la produzione di Olio Garda DOP era stata molto ridotta e alcuni produttori non avevano nemmeno raccolto le olive. Per quest’anno invece le prospettive sono ben diverse per i quasi 500 associati, tra olivicoltori, molitori e imbottigliatori, ma è presto per fare una stima sulla quantità, almeno in percentuale in riferimento ad altre campagne. Inutile tuttavia negare che alcuni produttori sono alla ricerca di olive da acquistare perché le proprie piante sono ancora particolarmente scariche.

“L’annata – spiega il presidente del Consorzio di tutela Andrea Bertazzi – si prospetta migliore, con più quantità benché non si possa parlare di abbondanza. Quello passato era un anno di carica, ma l’oliva è caduta tutta. Quest’anno le piante riportano le conseguenze e c’è stato molto germogliamento delle foglie. Se ne risente però a zone: alcune sono cariche, altre meno. Vista l’annata la qualità non è comunque in discussione”.

Con la campagna 2015 entra ufficialmente in vigore il nuovo disciplinare dell’Olio Garda DOP, che definisce meglio rispetto al precedente le varietà ammesse nelle sotto-zone (Orientale, Bresciano, Trentino) e soprattutto introduce la possibilità di utilizzare la denominazione unica Garda per tutta la produzione ottenuta nell’area ammessa alla Dop. La denominazione unica è comunque riservata agli extravergini da Casaliva, Frantoio e Leccino per almeno il 55% e il restante 45% da altre varietà presenti negli oliveti e ammesse nel disciplinare.

“Il nuovo disciplinare – spiega Bertazzi – è semplificato, nel precedente c’erano alcune incongruenze che ricadevano soprattutto sulle varietà per il Veneto. Inoltre è stata aumentata la resa per ettaro, che è obbligatorio inserire”. A differenza dei vigneti, la grande presenza di frutto sulle piante non inficia la qualità: “Capitava che ci fosse prodotto – dice il presidente – ma non si poteva sforare, così anche se c’era richiesta di Olio Garda Dop si era costretti a declassificare il prodotto”.

L’Olio Garda Dop sarà protagonista dal 5 settembre al 18 dicembre di 17 cene per una “nuova” rassegna enogastronomica in cui confluiscono progetti e forze di Pesce di Lago, ideata dalla Strada dei Vini e dei Sapori del Garda”, e Valtenesi con Gusto, nata per la promozione dell’olio gardesano marchiato Dop.

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