Il biologico seduce la Valtenesi e la Bio Festa di Polpenazze fa da traino, ma non è sempre facile spiegarlo al consumatore

lunedì 10th, agosto 2015 / 10:28 Written by

Cresce il biologico tra i filari della Valtenesi. Non è solo una scelta di mercato, più spesso è una questione etica. Cresce più generale in tutta l’agricoltura nazionale e anche nell’allevamento e nei prodotti derivati, ma non abbraccia più il solo settore alimentare e interessa anche la cosmesi e l’abbigliamento. Per chi produce e per chi acquista è innanzitutto una scelta di vita, di gusto e di salute e a promuovere queste crescente realtà (lo scorso anno +17% nelle vendite a livello nazionale) da 17 anni c’è la Bio Festa di Polpenazze del Garda (BS), dove tutto è bio.

A inizio agosto si è svolta la 17esima edizione. Organizzata dalle associazioni Naturalmente, Scordium e La Buona Terra, l’associazione lombarda degli agricoltori biologici, si è affermata nel corso degli anni come una delle più importanti manifestazioni lombarde dedicate al bio e proprio la festa avrebbe dato un aiuto al diffondersi del biologico nelle aziende vitivinicole. Ne è convinto Silvano Delai che con la sua “L’Ulif” è stato uno dei pionieri.

IMG_5681“Questa festa – commenta il presidente lombardo de La Buona Terra – negli anni ha fatto riflettere agricoltori. Ha creato un certo pensiero nelle persone che abitano, frequentano e lavorano in queste zone, in cui la produzione olivicola e viticola biologica ha avuto un forte sviluppo. Quanto sta avvenendo qua e in Franciacorta è come un domino, è un treno che non si può fermare. Le scelte di Berlucchi, Pasini e Redaelli De Zinis stanno facendo riflettere”.

Che la sede della festa sia Polpenazze è tutt’altro che casuale. In paese ci sono già varie aziende bio che producono olio e vino, un paese a vocazione “verde” in un un territorio come la Valtenesi dove oltre 1/3 dei vigneti iscritti all’albo ha radici su terreni certificati bio o comunque in conversione. Si pensi, per esempio, a Civielle, Le Sincette, Cascina Belmonte, L’Ulif, Podere Dei Folli, Fioralba, Le Vedrine, Redaelli De Zinis, Pratello, Pasini San Giovanni, che ha presentato all’ultimo Vinitaly il biologico Valtènesi Chiaretto Rosagreen, il cui vigneto è posto all’interno del Garda Golf (Polpenazze – Soiano).

Punto fisso di ogni Bio Festa, oltre al famoso bio spiedo, è il mercatino che ogni volta offre al visitatore una vetrina esaustiva sul comparto lombardo, tra olio, vino, miele, formaggio, ortaggi e prodotti non alimentari. Vendere bio tuttavia non è sempre facile e, nonostante la diffusione dei consumi, non è sempre facile spiegare al consumatore la differenza.

“La crescita – dice Simon Albanese dell’azienda Poggioriotto di Salò – è più per scelta filosofica, ma senza dubbio il biologico è anche trainato dalle grande distribuzione che sta introducendolo, ma il consumatore deve essere ancora informato o educato su cosa sia il biologico”. “Per noi spiegare la differenza tra bio e naturale è più difficile – spiega Sara Rizzardini dell’azienda agricola Bio Biò di Vobarno, che alleva bovini da latte e da carne -, magari spiegarla in città è più facile perché gli allevamenti non sono diffusi. In Valle Sabbia è diverso. La differenza è nei mangimi senza antiparassitari e senza erbicidi, anche perché a livello organolettico non c’è molta differenza”.

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