Italia in Rosa, tanti appassionati del “drink pink” tra le 180 etichette: le mille sfumature dei rosè in castello a Moniga.

martedì 09th, giugno 2015 / 12:22 Written by
Italia in Rosa, tanti appassionati del “drink pink” tra le 180 etichette: le mille sfumature dei rosè in castello a Moniga.

Il mercato dei rosati è in crescita da qualche anno, sgretolando pian piano il pregiudizio storico che sia una vino da bere entro l’estate. Anziché raccontare meri numeri, per cogliere il rinnovato interesse e apprezzare le mille sfaccettature di questi vini è sufficienti guardare alla VIII Italia in Rosa, che ha chiuso i battenti registrando il più alto picco di presenze nella storia della manifestazione: tantissimi gli appassionati del “drink pink” che fin da venerdì 7 giugno sono arrivati a Moniga del Garda per partecipare al grande festival dei Chiaretti e dei rosé italiani.

Favorite da un clima che nel weekend ha regalato un vero e proprio anticipo d’estate, oltre 5000 persone hanno affollato il Castello di Moniga, dove l’evento si è trasferito a partire da quest’anno: una ambientazione particolarmente suggestiva, con vista spettacolare sul lago di Garda, che ha ospitato per tre giorni 116 cantine provenienti da tutta Italia per un totale di oltre 180 etichette in degustazione. In forte aumento la presenza di consumatori giovani, che ormai rappresentano una percentuale pari a circa il 60% del pubblico dell’evento con una componente femminile sempre più elevata.

Le etichette presenti soddisfavano ogni gusto, rappresentando ogni possibile sfaccettatura del rosa: assenti solo i pochi rosé in anfora. Tra i banchi si sono potuti assaggiare tanti vini di grande qualità. Senza voler citare sempre i soliti, mi hanno colpito il Rosè Vintage di Monte Saline di Cavaion pensato per l’invecchiamento, il già assaggiato a Vinitaly  Chiaretto RosaGreen di Pasini San Giovanni di Puegnago di Puegnago con sole uve Groppello, il Chiaretto di Vedrine di Polpenazze, il siciliano Etna Rosato Pietradolce e l‘Irpinia Rosato di Borgodangelo di Sant’Angelo all’Esca (AV), in realtà molto simile a un rosso giovane.

Nei tre giorni i paganti sono stati circa 3300. “Abbiamo battuto il record di presenze dello scorso anno – dice un soddisfatto presidente e ideatore della manifestazione Luigi Alberti – pur avendo avuto un sabato con molto vento e con la finale di Champions League. Abbiamo raggiunto due risultati: una forte presenza di giovani e donne e un aumento di gente che viene esclusivamente per degustare i vini”. Non va dimenticato infatti che il numero degli entrati infatti va quasi raddoppiato tra giornalisti, enologi, sommelier. “Anche questo – commenta Alberti – vuol dire aver fatto un salto di qualità”.

Non che la vecchia sede di Villa Bertanzi fosse poco scenografica, comunque mantenuta per le degustazioni tecniche, ma la scelta del parco del castello ha ricevuto un plauso unanime. Per la prossima edizione Alberti ha già annunciato possibili novità quali la possibilità di installare tra gli ulivi del parco sottostante un’area per la vendita di vini e prodotti del territorio valtenesino.

Guardando al presente, sono comunque soddisfatti i produttori che hanno deciso di partecipare i  fiera di persona e non solo con i propri vini. “La manifestazione  è  andata molto bene – dice Pietro Scolari delle Cantine Scolari di Puegnago, vincitrici del Trofeo Molmenti dedicato al Chiaretto dell’ultima annata – e il Chiaretto è  un vino con vendite in crescita. Gli stranieri lo hanno sempre apprezzato, ma adesso lo stanno riscoprendo anche molti giovani”.

La cantina di Italia in Rosa

Contento di essere presente anche Stefano Pietta dell’omonima azienda di Muscoline: “Funziona, piace ai presenti e c’è  bella gente. Qua si fanno pochi contatti commerciali, ma riesci comunque a far due chiacchiere con la gente”. “Il mercato del chiaretto – commenta Alberto Pancera di Masserino di puegnago – va sempre bene  al do là  della denominazione,  ma resta sempre un mercato estivo”.

Girando tra i produttori presenti si ha pure la conferma di una annata difficile, che ha comportato molta selezione in vigna e per dare colore ai Chiaretti molto più tempo di contatto del mosto con le bucce. Però non manca chi, pur confermando le difficoltà dell’ultima vendemmia, ha avuto meno problemi: “L’annata – commenta Dario Ferrarini della biologica Vedrine di Polpenazze – è  quel che è,  però  ho avuto tutte le uve sane, anche se in cantina l’acidità è bassa. Il biologico credo incida molto, tengo molta erba tra le vigne e non va dimenticato che la peronospera resta in basso e anche con la pioggia hai vantaggi. Con quest’annata avrò  una buona base per gli spumanti “.

Tra l’altro proprio gli spumanti rosati in Valtenesi sono in aumento. Alcune etichette sono ormai affermate, si pensi per esempio a quelle metodo  classico di Costaripa di Moniga o al metodo ancestrale di Comincioli di Puegnago, ma di anno in anno si presentano al pubblico nuovi prodotti di grande interesse per soddisfare un mercato, quello delle bollicine, sempre più esigente. E proprio a Italia in Rosa c’è stata qualche anteprima di grande interesse di cui si parlerà sicuramente in futuro.

Grande interesse, più tra i produttori e qualche appassionati, ha riscosso anche il convegno “Valtènesi: dalle radici del rosé il futuro di un territorio”: ospiti d’onore Gilles Masson, direttore del Centre de Recherche e d’Experimentation sur le vin rosé di Vidauban (in Provenza), e il blogger Franco Ziliani, “rosatista” storico ed appassionato che ha anche condotto tutte le numerose e seguitissime degustazioni programmate nell’arco della tre giorni. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati del primo anno di studi del progetto di caratterizzazione dei Chiaretti affidato dal Consorzio al Centre di Rosé. “Con questo progetto abbiamo aperto un cantiere di discussione e confronto di dimensioni e portata assolutamente inedite rispetto al passato – ha detto il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. La discussione è ora aperta a tutte le componenti del territorio, con le quali vogliamo ragionare ed intraprendere un cammino per dare un futuro a questa terra ed ai suoi vini”.

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foto golose