Rosamara, freschezza e potenza del Chiaretto moderno

giovedì 25th, dicembre 2014 / 10:59 Written by
Rosamara, freschezza e potenza del Chiaretto moderno

Aveva ragione Mattia Vezzola, uno dei migliori enologi d’Italia, quando diceva che sulla riviera bresciana del Garda non c’è coscienza del valore dei prodotti locali. Inutile cercare in giro per l’Italia o decantare i famosi rosati francesi, se non si è mai assaggiato un Chiaretto “moderno”. Sul Garda il Chiaretto è una vocazione e le aziende oggi stanno lavorando per un prodotto, questa la tendenza più diffusa, meno colorato ma molto sapido e sopratutto elegante. Probabilmente anche solo se doveste sentire Mattia Vezzola parlare dei rosati della Valtenesi vi verrebbe voglia di assaggiarne uno, senza tanti giri di parole è additato come quello che ne ha rivoluzionato il profilo, modernizzandolo.

Il Rosamara di Costaripa (Moniga del Garda) si presente di un leggerissimo rosa figlio di una soffice contatto del mosto con le bucce, ha un profumo elegante che ti invita all’assaggio che si traduce in un’emozione. Il vino deve dare emozioni e questo rosé di Vezzola le concede. In bocca è raffinato, persistente, armonico, ampio, sapido e con il caratteristico retrogusto di mandorla amara. Un vino che ti si presenta in abito da sera, ma così fresco che ti può accompagnare anche all’aperitivo. Unisce la freschezza dei bianchi e la potenza dei raffinati rossi: questo è quello che ci si aspetta da un Chiaretto eccellente espressione di un terroir vocato.

Come si fa il Chiaretto? Innanzitutto lo si fa con le stesse uve dei rossi della riviera gardesana sponda bresciana (groppello, barbera, marzemino e sangiovese) vinificate parzialmente in bianco: le bucce restano a contatto con il mosto in fermentazione per poco tempo, da qui il nome di “vino di una notte”. Questo procedimento consente di non caricare il colore ed ottenere un prodotto dalle delicate tonalità inconfondibili, che si differenzia dagli altri rosati d’Italia per la florealità del suo bouquet e per l’acidità tipica delle produzioni gardesane, che unita alla struttura spesso sorprendente ne fa un vino estremamente versatile ed adatto ai più differenti accostamenti: io ho scelto un piatto di crudité.

gamberi crudi

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