Il vino in tasca, un app per l’Oltrepò Pavese

lunedì 17th, novembre 2014 / 06:53 Written by
Il vino in tasca, un app per l’Oltrepò Pavese

«Bisogna imparare a narrare di più questo bel territorio che fa il miglior Metodo Classico base Pinot nero d’Italia e il salame di Varzi che è il più buono del mondo», l’aveva suggerito Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ospite del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese al Centro Riccagioia. Oggi il mondo della vite e del vino cambia volto, strategie e modo di comunicare e il 34enne neo direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, ha ideato e sviluppato la prima applicazione consortile per smartphone e tablet.

L’App, che si chiama “Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese”, è già scaricabile gratuitamente da Apple Store e PlayStore di Google. Da oggi tutte le curiosità su bollicine dell’Oltrepò, Pinot nero, Bonarda, Buttafuoco, Riesling, Sangue di Giuda e Moscato saranno sempre in tasca di appassionati ed enocuriosi, in Italia e nel mondo.

L’applicazione, corredata da una sezione in Inglese, consente di conoscere l’Oltrepò del vino, di non perdere nessuno degli appuntamenti in agenda, di sapere dove sono i produttori, di seguire in tempo reale l’attività del Consorzio su Facebook, Twitter, Youtube e Instagram, di collegarsi con un dito al sito del Centro Riccagioia e di Terre Diverse oltre che di ammirare tante fotografie del territorio. Completano l’applicazione la possibilità di chiamare il Consorzio premendo un tasto, di scrivere agli uffici per richiedere informazioni e le notifiche “push”, che permetteranno di arrivare in tempo reale al lancio di aggiornamenti sui display dei cellulari.

«Ci  prepariamo a Expo Milano 2015 – spiega Bottiroli -. Abbiamo uno strumento in più per proporre in modo nuovo, simpatico e accattivante l’Oltrepò a un pubblico italiano ed internazionale. L’altra sfida è arrivare ai giovani per guidarli alla scoperta di una zona che fa qualità, vini da lungo affinamento e ottimi spumanti Pinot nero Metodo Classico e Metodo Charmat. Il nostro è un territorio che può esprimere, da solo, un’intera carta dei vini. A breve chi sceglie i nostri produttori avrà una grande visibilità in più».

L’obiettivo non è solo far parlare e accaparrarsi nuovi sguardi: «Una zona come la nostra deve difendere i piccoli produttori di uva e vino. Per farlo deve far emergere in modo forte l’identità. Inutile piangere ogni anno in tempo di vendemmia perché calano i prezzi e il mercato non sempre tira. Le rivoluzioni partono da ciò che si fa tra una vendemmia e l’altra. Vale anche per il Consorzio, per questo innoviamo».

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foto golose