Leonardo e i Tesori del Re. In mostra a Torino i capolavori del grande maestro di Vinci

martedì 11th, novembre 2014 / 13:31 Written by
Leonardo e i Tesori del Re. In mostra a Torino i capolavori del grande maestro di Vinci

Cittadino del mondo, viaggiatore, “figlio dell’esperienza”, il genio di Leonardo è assoluto, un vero patrimonio dell’umanità, e quel che ha prodotto la sua mente è di una modernità ancora oggi sorprendente. Ipotesi fantasiose hanno persino dubitato che egli fosse di questo pianeta. In realtà anche Leonardo, così aperto a ogni sperimentazione, commise errori. Ne sono un esempio l’audacia tecnica usata nel dipingere la Battaglia di Anghiari (1503) con la difficile tecnica dell’encaustum e l’Ultima Cena (1494) con pittura a uovo, scelte coraggiose che però gli costarono entrambe le opere. Oppure la svista prospettica nell’Annunciazione degli Uffizi (1475?), ammesso che non sia voluta, e che sia davvero di Leonardo, viste le recentissime teorie che la vogliono attribuire ad Antonio del Pollaiolo. Eppure questi particolari ne rendono ancora più intatto e immenso il genio, perché oltre alla grandezza ne esaltano l’apertura mentale e la sete di conoscenza. La sua versatilità fu tale da annotare sulle pagine dei manoscritti appunti che abbracciano quasi ogni ramo del sapere. Anatomia, botanica, etologia, idraulica, scultura, pittura, ingegneria, ottica, balistica, musica, sono discipline e arti con le quali Leonardo conversava nel quotidiano, eccellendo ed innovando in tutte. Persino la sua personalità e il suo carattere sembrano fuori dal tempo. Leonardo infatti, a quanto si legge nelle fonti, era vegetariano, scelta molto alternativa per il XV-XVI secolo. Ed è proprio al grande maestro che Torino rende onore con una mostra di oltre 100 disegni e bozzetti suoi e di altri artisti del Rinascimento quali Raffaello, Carracci, Perugino, Van Dyck o Rembrandt o Tiepolo. Tra questi l’Autoritratto su carta (33,5 x 21,6 cm) a sanguigna del 1515, o il Ritratto di fanciulla (1485 ca), studio preparatorio per l’angelo della Vergine delle rocce (1486 ca), disegni entrambi conservati proprio alla Biblioteca Reale sabauda che ospita la mostra. Altro gioiello è  il Codice sul volo degli uccelli (18 fogli; 154 x 213 mm) sul quale compare il “grande nibbio”, la macchina volante più completa progettata dal maestro, e studi fitti di note e di appunti sul tema a lui tanto caro.

Leonardo e i Tesori del Re
30 ottobre 2014 – 15 gennaio 2015 – Biblioteca Reale di Torino
lunedì/domenica dalle 9 alle 18 – ingresso intero 12,00 €
www.bibliotecareale.beniculturali.it

Bombarde

I cannoni e le bombarde

Leonardo si occupò anche di balistica per ideare cannoni e bombarde. Benché del tutto contrario alla guerra, essa era tuttavia una triste necessità del tempo, quindi tanto valeva favorire Ludovico il Moro, signore per il quale Leonardo egli lavorava. Bellissimi disegni di bombarde che lanciano proiettili esplosivi compaiono sul foglio 33 r. del Codice Atlantico, con un’ incredibile modernità che sembra persino anticipare la Prima Guerra Mondiale.

Annunciazione

L’Annunciazione

Tra i dipinti di Leonardo, famoso è l’Annunciazione (1472-1475); opera giovanile, in esso esiste un evidente errore di prospettiva. Il braccio destro della Vergine risulta più lungo del sinistro. Secondo alcuni Leonardo si sarebbe corretto realizzando l’altra “Annunciazione” custodita al Louvre. Per altri l’errore di prospettiva sarebbe in realtà voluto per utilizzare la tecnica dell’anamorfismo, ovvero un’illusione ottica secondo la quale un’immagine viene proiettata su un piano in modo distorto rendendo il soggetto originale riconoscibile solamente se la si guarda da una posizione precisa. Recentissime ipotesi però attribuiscono il quadro al Pollaiolo, con la mano di Leonardo circoscritta ad alcuni particolari.

battaglia di anghiari

La battaglia di Anghiari

Nel 1503 Pier Soderini, gonfaloniere della Repubblica Fiorentina decise di far affrescare le due grandi pareti contrapposte del nuovo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, sede del Consiglio. Una mossa politica tesa a dimostrare che la nuova Repubblica, pur senza i Medici, era in grado di esprimere il suo potere, anche in campo artistico. Furono chiamati al compito i due massimi artisti dell’epoca: Leonardo e Michelangelo. Dovevano rappresentare due momenti importanti della storia repubblicana fiorentina. Al primo toccò sul lato destro la battaglia di Anghiari, vinta da Firenze contro Milano nel 1440. Michelangelo invece si cimentò sul lato sinistro con la vittoria contro Pisa a Càscina nel 1364. Leonardo, da sempre aperto a sperimentare, rischiò andando a recuperare la tecnica dell’encausto letta in Plinio. I colori stesi sulla parete andavano fissati col fuoco per essere impressi definitivamente. Le dimensioni della parete però erano tali che Leonardo non riuscì a raggiungere con i bracieri, troppo bassi, la parte alta del dipinto che letteralmente colò. Di esso si conservano una serie di copie, tra cui quella di Rubens (1577-1640) tratta probabilmente dal cartone originario e non dai resti dell’opera a muro. Nel 1557 infatti Giorgio Vasari era stato chiamato a riaffrescare le stanze. Pare che la grande ammirazione per Leonardo gli impedì di distruggere l’opera, pur se rovinata. Le ricerche più recenti dimostrano che esiste un’intercapedine che separa il nuovo affresco da quello precedente, nascosto e tutelato dallo scrupolo del Vasari. Questi avrebbe lasciato un indizio: la scritta CERCA TROVA compare fra le bandiere dell’esercito fiorentino, come per dire che chi cercherà il dipinto di Leonardo lo troverà, perché salvato dalla distruzione.

1 Comments on “Leonardo e i Tesori del Re. In mostra a Torino i capolavori del grande maestro di Vinci

  • L’immagine del volto sindonico, confrontato con l’autoritratto di Leonardo, anch’esso custodito a Torino, indicherebbe che Gesù e Leonardo da Vinci avrebbero avuto un volto somigliante verso il termine della vita, come l’ebbero Leonardo e Michelangelo, se guardiamo al ritratto del Buonarroti che ne fece da anziano Daniele da Volterra. Oltre ad avere un intelligenza simile nel metodo con Gesù, basata su giochi specchi, processi inclusivi, ricorsivi, i due grandi artisti verso il termine della loro vita avrebbero un volto tendente a quello di Gesù, che di fatto ha valenza archetipa. I santi hanno lo sguardo del Signore, i geni il volto. Questo sarebbe vero sia se la Sindone è vera reliquia sia se è un falso veritiero ad opera dell’arte di Leonardo. La Sindone come un quadro rinascimentale, (es. l’immagine della ferita al costato ricorda il volto del guerriero della Battaglia di Anghiari, ecc…). Le opere del rinascimento come icone. Cfr. ebook. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.

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