I SuperWhites del Friuli: il fu Tocai, il Collio Bianco e la Malvasia

venerdì 07th, novembre 2014 / 12:00 Written by
I SuperWhites del Friuli: il fu Tocai, il Collio Bianco e la Malvasia

Il Friuli è terra di grandi bianchi, anzi super bianchi. Da dieci anni Slow Food FVG per lanciare l’immagine di un territorio legato alla produzione di vini d’eccellenza porta avanti il piano SuperWhites, il cui scopo è promuovere una regione dova la tradizionale produzione vitivinicola va di pari passo con le straordinarie prelibatezze gastronomiche, quali il prosciutto San Daniele e il fegato d’oca. Non è una novità che forse (anzi, senza forse) la maniera migliore di presentare un territorio e fare in modo che lo si conosca meglio è attraverso i suoi sapori e le sue fragranze.

SuperWhites era presente anche all’ultimo Salone del Gusto di Torino, dove lo storico dirigente di Slow Food Giulio Colomba ha condotta una bella degustazione di tre diversi vini all’interno dello spazio friulano, dove si potevano pure assaggiare tutti i bianchi premiati dalla guida Slow Wine e gustarsi alcuni piatti tipici; cosa di non poco conto, come detto da Colomba, è che in Friuli le aziende spesso non hanno alcuna certificazione biologica, ma è solo una questione burocratica e cartacea, perché in realtà sono tante quelle attente alla terra e all’ambiente.

Friulano di Gigante

Il primo è stato un Friulano Colli Orientali 2013 di Gigante di Corno di Rosazzo (UD). Una tipologia molto comune e adattabile a tavola: il fu Tocai, ora Friulano è il vitigno per eccellenza della regione. Nel bicchiere si presenta un vino paglierino scarico e brillante; al naso è fresco, intenso, minerale, con poco frutto, benché con sentori di agrumi e pesca noce matura; in bocca è sapido e ha una bella acidità sostenuta tutt’altro che comune nella varietà: aspettando 4 o 5 anni, come fanno altre etichette, si avrebbe senza dubbio un vino di struttura.

Malvasia Mulino delle Tolle

Il secondo volto è la Malvasia di Mulino delle Tolle di Bagnaria Arsa (UD): 100% Malvasia Istriana, coltivata dal Friuli alla Grecia passando per tutti i Balcani. Un vino molto alcolico (14.5%) capace di stupire per intensità, ma che vive grossi problemi commerciali. Alla vista è un bel giallo paglierino con riflessi verdognoli; al naso è importante e ricco, dalla lavanda alla buccia di limone; in bocca è asciutto, sapido con un bel retrogusto di mandorla e una piacevole acidità che lo rende l’ideale compagno per un pasto a base di pesce.

Collio Conte Duga

Il terzo tempo è per il Collio Biano 2013 di Colle Duga, azienda nel cuore di Zegla, comune di Cormòns, terra di Gorizia al confine con la Slovenia. L’ossatura è il Friulano, cui si affiancano Sauvignon e Pinot Gri gio. La particolarità è che in campo le vigne sono miste e si vendemmia a metà strada tra le varie maturazioni del frutto. Una parte fa rovere, un’altra acciaio e alla vista è un vino pallido, al naso parrebbe tutt’altro che vino giovane con aromi di frutta matura, un vino di corpo, persistente e perfetto per piatti delicati di pesce.

Il Salone del Gusto è anche questo. Non solo laboratori, non solo acquisti e pance piene. Anche e soprattutto racconti di terre, produttori e produttori. Ora, il prossimo passo è andare di persona in Friuli.

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