Tav, sul Garda si sfrutti la linea storica: appello del Consorzio Lugana Doc.

mercoledì 05th, novembre 2014 / 19:05 Written by
Tav, sul Garda si sfrutti la linea storica: appello del Consorzio Lugana Doc.

La Tav con i suoi cantieri di almeno 7 anni sarà un danno incommensurabile per l’economia del basso Garda e delle colline moreniche. Un impatto enorme che non può essere misurato in ettari di viti che saranno cancellati o nel numero di cavalcavia alti anche 12 metri che saranno costruiti per rifare la viabilità. Le alternative c’erano e ci sono e da 20 anni il Consorzio Tutela Lugana Doc si batte a tal proposito.

In vista della conferenza dei servizi per il tratto TAV che attraverserà il basso Garda, in programma martedì 6 novembre, il presidente del Consorzio Luca Formentini ha scritto (ma non è la prima volta) a Cepav Due e a vari Ministeri. Le “osservazioni sul progetto definitivo tratta AV / AC Brescia-Verona” si chiudono con la richiesta, che noi ovviamente condividiamo e sosteniamo, “che venga presa in considerazione una delle ipotesi già valutata da CEPAV DUE, che prevede di utilizzare la linea storica esistente, debitamente potenziata e dotata di moderne applicazioni tecnologiche che eviterebbe le criticità esposte e le conseguenze che ne deriverebbero sul territorio”. (qua si può scaricare l’intero testo)

Nella stessa occasione Formentini ha scritto ai sindaci interessati. Ecco la lettera.

Da sx: Paolo Fabiani (consigliere ed ex presidente del consorzio), Fausto Fondrieschi (presidente Fondazione San Martino e Solferino), Luca Formentini (presidente del consorzio) e Francesco Montresor (vicepresidente)

Da sx: Paolo Fabiani (consigliere ed ex presidente del consorzio), Fausto Fondrieschi (presidente Fondazione San Martino e Solferino), Luca Formentini (presidente del consorzio) e Francesco Montresor (vicepresidente)

Gentili sindaci, presidenti ed amministratori del territorio,

in allegato vi invio le nostre osservazioni, che oggi saranno spedite agli indirizzi che potrete vedere in calce.

Mi auguro che l’ampliarsi del fronte del dubbio non solo sull’utilità ma, con più urgenza, sulla modalità con la quale questo progetto intende attraversare il nostro territorio, continui a crescere come stà accadendo. Credo inoltre che non si possano non considerare i segnali lanciati da fatti come i seguenti, che segnano una ricaduta ben più ampia (Ambiente Italia – Rai 3 e Il Fatto Quotidiano).

In vista della conferenza dei servizi di domani 6 novembre, alla quale i nostri sindaci parteciperanno, vorrei esprimere quanto crediamo importante che siano mantenute aperte le porte a possibili evoluzioni senza limitarsi a mitigazioni, negoziazioni sul posizionamento di aree di cantiere o a valutazioni dei valori degli espropri. Come consorzio ci auguriamo che le posizioni che i nostri comuni sapranno prendere possano non trovare soddisfazione in un atteggiamento di accettazione a priori che la linea Tav – AV/AC possa attraversare il
territorio solo con la modalità indicata dal progetto ricevuto l’11 settembre da Cepav 2. Soluzione che riteniamo insostenibile sotto tutti i punti di vista.

Crediamo fondamentale sostenere la posizione meno invasiva e cioè la proposta della linea storica, supportata tecnicamente dalle osservazioni dell’Ing. Molinari nell’articolo apparso il 25 ottobre che trovate in allegato (Corriere della Sera – Brescia).

Ci auguriamo che la conferenza dei servizi non seduca nessuno attraverso la proposta non di soluzioni reali ma di mitigazioni e quantificazioni economiche di un danno la cui durata nel tempo non è indennizabile in
alcun modo, perchè chi lo pagherà sarà anche chi non è ancora nato.

Mi rendo conto come sia facile considerare questo atteggiamento come ingenuo, è un rischio che mi assumo volentieri, consapevole si tratti di un modo per screditare una posizione basata su principi etici e morali.

Ci auguriamo che i nostri amministratori lascino aperte più porte possibile per degli sviluppi futuri senza firmare alcun documento che li possa limitare. La velocità con la quale siamo chiamati a rispondere è chiaramente inadeguata all’importanza di questa opera ed ha forse l’unico scopo di evitare che l’opinione pubblica abbia il tempo di informarsi e condividere il suo civile e indignato dissenso, come infatti la
crescente presa di posizione del territorio sta sempre più dimostrando.

Con i migliori auguri di un buon, importante lavoro,
Luca Formentini

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