Lago di Garda, nel 2014 un terzo di oliva in meno e boom per l’oleoturismo

giovedì 23rd, ottobre 2014 / 08:19 Written by
Lago di Garda, nel 2014 un terzo di oliva in meno e boom per l’oleoturismo
Almeno un terzo in meno. L’inverno caldo, il maltempo, la mosca, la pioggia tagliano la produzione del pregiato olio extravergine del Garda, un’annata di patimenti che per alcuni agricoltori si è tradotta nella mesta ma, conti alla meno, inevitabile decisione di non raccogliere nemmeno il frutto.
La campagna di raccolta si è aperta attorno alla metà di ottobre, ma finora i frantoi hanno lavorato a singhiozzo per le poche olive finora portate a frangere. Si entrerà nel pieno della raccolta e quindi della molitura con novembre, ma si dovranno comunque fare i conti le quantità ridotte rispetto agli anni passati.
“Prima della raccolta – dice Andrea Bertazzi, presidente del Consorzio di tutela Olio Garda Dop – i produttori stimavano un 30% in meno, ma potrebbe anche essere di più. L’annata è stata segna dal maltempo, si hanno meno olive e i frantoi finora hanno lavorato poco. In alcuni casi c’è perfino chi ha deciso di non raccogliere le olive: che io sappia sono agricoltori dell’alto Garda o chi produce biologico e che quindi non può fare trattamenti”.
Nonostante la minore quantità di olive disponibile. Le aziende con marchio però non rinunceranno alla produzione di olio: serve essere presenti sul mercato. “Quest’anno i prezzi del prodotto in vendita cresceranno. È una tendenza che si sta verificando in tutta Italia e interesserà anche l’Olio Garda DOP. Anche il prezzo dell’oliva è salito: alla Camera di Commercio è quotato tra i 110 e i 140 euro al quintale”.
Visitatori all'azienda Manestrini di Soiano; in primo piano sulla sx Nicoletta Manestrini

Visitatori all’azienda Manestrini di Soiano; in primo piano sulla sx Nicoletta Manestrini

Il maltempo, volendo guardare il lato positivo, ha favorito quest’anno l’aumento delle visite alle aziende agricoli produttrici di olio. Un vero e proprio boom calcolabile con un più 30%. Le ragioni tuttavia non sono solo da ricondurre al brutto tempo estivo, che certamente ha convinto molti turisti a trovare occupazioni alternative alla tintarella: si tratta di una tendenza che si registra da alcuni anni nella maggior parte delle 73 aziende produttrici e dei 20 frantoi distribuiti nelle tre sottozone della DOP: Garda Orientale (sponda veronese), Garda bresciano e Garda trentino.
Gli “olioturisti” provengono per la maggior parte da Germania, Austria e Gran Bretagna, ma sono in forte crescita i paesi scandinavi e l’Est Europa. In questo periodo, in particolare a novembre, alcuni frantoi in concomitanza con la raccolta e la frangitura delle olive aprono le porte a curiosi e appassionati non solo per conoscere e degustare, ma anche per vedere di persona il processo di molitura e produzione.

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foto golose