Vendemmia in Valtènesi, sospiro di sollievo: la pioggia aveva fatto temere il peggio. Saldi profumi e finezza.

martedì 21st, ottobre 2014 / 07:20 Written by
Vendemmia in Valtènesi, sospiro di sollievo: la pioggia aveva fatto temere il peggio. Saldi profumi e finezza.

Con il mosto che ha quasi finito di fermentare e il poetico ribollir dei tini ormai quasi alle spalle, a vendemmia finita in Valtenesi si può tirare un sospiro di sollievo perché le abbondatissime piogge estive avevano fatto temere il peggio. L’annata ha richiesto molto lavoro tra i filari e ha lasciato molte uve nei campi, ma in cantina è arrivato un frutto che lascia prospettare comunque buoni vini: meglio poca uva, ma avere vini di qualità.

La vendemmia è finita nei giorni scorsi, ma per molti era iniziata già da qualche settimana per iniziare a selezionare le uve migliori da tenere e quindi portare in pigiatura. “Abbiamo fatto quest’anno una tripla vendemmia – commenta Alberto Pancera dell’azienda Masserino di Puegnago – e metà dell’uva è rimasta in campo, perché era marcia o non era matura. Quel poco portato a casa è buono: è una questione di scelte”.

“Il tempo ci aveva fatto spaventare e temere il peggio – dice Giacomo Tincani de La Basia di Puegnago – e invece abbiamo portato in cantine cose buone. Abbiamo dovuto fare selezione durante la raccolta, lasciando anche un quarto dei grappoli, ma è un annata che ci ha regalato molte belle sorprese.”.

La tanta acqua ha favorito il diffondersi della peronospera e in molti eviteranno di produrre le riserve. “Non faremo invecchiare i rossi – spiega Tincani – ma abbiamo selezionato molto bene e il Chiaretto, il più delicato tra i vini, ci sarà con tutte le sue caratteristiche di acidità, mineralità e profumi”. “Ci si aspettava peggio – dice Gigi Negri de La Guarda di Muscoline -. abbiamo dovuto fare un gran lavoro in vendemmia per selezionare le uve, ma i rossi hanno un buon grado alcolico”.

A livello corale tutti paiono concordare sul fatto che il prodotto che ora inizia a prospettarsi è buono, anzi molto buono rispetto a quello che si prospettava. Il commento più diffuso è quello di avere avuto belle sorprese, ma è ancora presto per un bilancio definitivo dell’annata 2014 perché quello che è nei tini è un vino non ancora maturo. L’acidità è elevata, ma in l’invecchiamento sarà in molti casi evitato.

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“Quest’anno farò meno rossi e più chiaretto – dice Alessandro Luzzago, titolare de Le Chiusure di San Felice e presidente del consorzio Valtenesi Doc – perché il rosato richiede un uva meno matura e più acidità. C’è stata un riduzione delle quantità vendemmiate e non farò vini da invecchiamento, niente riserve. Chi è abituato a certe etichette si aspetta che noi selezioniamo le uve e facciamo un certo prodotto. È una questione di dignità e un segno di maturità”.

Inutile nascondere che il 2014 sia un’annata con molta meno uva, probabilmente un 20%, ma l’importante è aver saputo aspettare il momento giusto per raccogliere. “Questa è stata una vendemmia difficile da affrontare con coraggio – dice Paolo Pasini della San Giovanni di Puegnago -, ha richiesto più lavoro in vigna e saper aspettare perché la seconda metà di settembre il clima è stato favorevole. Per a qualità bisogna aspettare a fare dei bilanci, alcuni vini stanno ancora fermentando. L’annata sarà da verificare con il tempo, all’inizio eravamo molto spaventati, ma pare interessante con profumi e finezza salvaguardati”.

Pubblicato prima su Bresciaoggi – 14/10/14

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