Profumi di Mosto, impressioni di ottobre in giro per le cantine della Valtenesi

martedì 21st, ottobre 2014 / 15:32 Written by
Profumi di Mosto, impressioni di ottobre in giro per le cantine della Valtenesi

Con la vendemmia alle spalle da tredici autunni le cantine della riviera bresciana del Garda aprono le porte a curiosi e appassionati per il circuito enogastronomico “Profumi di Mosto”, atteso appuntamento di fine raccolta che anche questa volta ha attratto centinaia di persone nelle fabbriche del nettare di Bacco.

Al percorso quest’anno hanno aderito 23 aziende, divise in tre itinerari, da Desenzano a San Felice, da Moniga a Bedizzole, proponendo domenica 12 ottobre i propri vini a base Groppello, l’uva autoctona della zona, abbinati ai piatti proposti in collaborazione con gli chef di alcuni ristoranti della zona (per esempio Lido 84 di Gardone Riviera, Antica Cascina San Zago di Salò o Agriturismo 30 di Moniga) oppure accostati a specialità gastronomiche della cantina stessa.

Assaggi e impressioni del vino "in nuce" durante Profumi di Mosto

Assaggi e impressioni del vino “in nuce” durante Profumi di Mosto

Anche se non mancano mai quelli che preferiscono degustare “alla goccia”, le aziende da anni sono contente del pubblico che l’evento riesce ad attirare. “C’è stata una buona distribuzione di persone nelle cantine – commenta il presidente del Consorzio Valtènesi Doc, organizzatore dell’evento – e quasi nessuno voleva riempirsi di vino. C’è gente molto attenta e giovani interessati. È stato importante collegare le cantine con i risotranti del territorio: uno degli scopi della manifestazione è quello di unirci al mondo della ristorazione che vende i nostri vini”.

Il vino proposto nelle cantine, sia che la Doc fosse Valtènesi piuttosto che Garda Classico, era sempre basato sull’autoctono Groppello, un uva sempre un poco erbacea, poi sta alle abilità e al gusto del vignaiolo sposarla con Barbera, Marzemino e Sangiovese. Il risultato è un rosso delicato, speziato con note fruttate, vellutato e piacevole, che si accompagna a primi piatti saporti, a carni di tutti i tipi e formaggi di media stagionatura. In molti proponevano anche Chiaretto: “Questa è una grandissima occasione per i nostri rosati – spiega Luzzago – perché la gente deve capire che non sono più quelli di 30 anni fa”. Oggi, infatti, sono sapidi, eleganti, raffinati.

Pubblicato, con piccole varianti temporali, prima su Bresciaoggi – 13/10/14

Nella foto in alto a sx Alessandro Luzzago presidente del Consorzio Valtènesi Doc e a dx il nostro Juri Pagani

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