Tav sul Garda, arrivati i piani per gli espropri nelle terre del Lugana: carte ancora segrete per i coinvolti.

domenica 21st, settembre 2014 / 05:55 Written by
Tav sul Garda, arrivati i piani per gli espropri nelle terre del Lugana: carte ancora segrete per i coinvolti.

Il decreto Sblocca Italia ha liberato i fondi che porteranno i cantieri della TAV sul Garda per Natale, 8 km di tratta che si porteranno via quasi il 20% delle aree vitate a Lugana Doc e circa il 30% della produzione, con mancati ricavi stimati in 14 milioni di euro l’anno, in un momento in cui questo vino sta vivendo una crescita che prosegue dal 2008. I diretti interessati dall’esproprio tuttavia non sanno ancora nulla oltre alle voci di corridoio, ma nei Comuni in questi giorni sono arrivati i piani particellari di esproprio per i cantieri della linea ferroviaria, un documento di Italfer che si lega al progetto definitivo. 10672036_10204032289640366_230104138071087209_n Nel pubblicare la foto qui sopra, sul proprio profilo Facebook il direttore del Consorzio Lugana Doc Carlo Veronese scrive: “Cari amici, queste foto sono il peggio che ci poteva capitare. Sono parte del progetto della TAV che passerà per i nostri territori. Ma al peggio non c’è mai fine…. perché oltre al tracciato della TAV, oggi scopriamo che i cantieri, le strade dei cantieri, la nuova viabilità avrà un impatto bestiale sul nostro territorio. Che dire……… che fare……… Sono talmente amareggiato che faccio fatica a trattenere le lacrime. Siamo stati fregati da chi ci amministra e ci ha amministrato in passato. Abbiamo le spalle slogate a forza di pacche. A voce tutti ci danno ragione, ma nei fatti NULLA. Sono tristissimo. Se anche voi amate il nostro territorio condividete”.

Però ad oggi non sa alcunché di concreto né il Consorzio né, per esempio, Francesco Montresor dell’azienda Ottella di Peschiera né Paolo Fabiani di Tenuta Roveglia di Pozzolengo, che, stando ai disegni di 20 anni fa vedrebbero sparire parte delle loro vigne e, per il secondo, pure una storica cascina. Non si ha nemmeno idea di quanto siano valutati i terreni.

Oggi tra acquisto della terra nuda, lavorazione del terreno e impianto delle viti servono 300-350 mila euro. Dalle tabelle dell’Agenzia delle Entrate i valori per l’esproprio sono quotati meno della metà: nel veronese il vigneto Doc vale 152.840 euro, nel bresciano 94.500 euro con una postilla che lo porterebbe a 108.720 euro. “C’è il valore del terreno più il danno aziendale per il lavoro cessante – commenta Montresor, vicepresidente del Consorzio Lugana Doc – e chi quantifica il valore dell’esproprio? Ci sarà una bagarre di avvocati. La preoccupazione è quella del danno conseguente: porterà l’americano che viene a visitare l’azienda a vedere un cantiere? Siamo anche noi alla ricerca di notizie, tutti temiamo che ormai siano alle porte”. vigne Lugana SAN MARTINOIl Consorzio aveva proposto di seguire l’attuale linea ferroviaria per 9 km, per un tracciato meno costoso e meno impattante sul territorio: il progetto prevede che la linea proceda a nord dell’A4 tra Calcinato e Desenzano, da dove, sbucando dalla galleria che sottopasserebbe Lonato, procederebbe invece a sud dell’autostrada verso Pozzolengo, Peschiera e passando il Mincio quindi Verona.

“Non si rendono conto – dice Montresor – che quando arriveranno al laghetto del Frassino, stando a quanto dicono i geologi, affonderanno in quel terreno melmoso”. Il Consorzio del Lugana Doc da 20 anni segnala le criticità in un territorio già tagliato da A4, ferrovia e tangenziale per centinaia di ettari tolti alla coltivazione e in primavera aveva anche scritto a vari Ministeri per richiedere la revisione del tracciato. “Solo quello dell’Ambiente ci ha risposto – racconta Carlo Veronese, direttore consortile – e a loro non risultava che la TAV passasse in questo territorio perché non era ancora stata la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Sembrava una beffa”.

Agli attuali 1200 ettari di Lugana potrebbero essere tolti 225-245 ettari. “Si tratta di un danno ambientale, visivo e delle demolizione di cascine storiche. Ci sarà una compensazione, un tornaconto economico? Non so, sarà indennizzato chi ha un terreno che sarà usato per il tracciato e i cantieri, ma non sarà pagato il danno a chi vi si troverà invece poi davanti. Saranno da rifare i cavalcavia e la viabilità, saranno altri ettari tolti. Un cavalcavia, per esempio, può cambiare la ventilazione di un’area agricola. Il danno turistico potrebbe essere impressionante: con un cantiere di dieci anni e con il suo impatto visivo i turisti torneranno? Alle stesse condizioni?. Preoccupa che il mondo turistico non si sia preoccupato minimamente delle conseguenze”.

Dalle stesse interviste ho realizzato anche un servizio su Bresciaoggi – 20/09/14

Per dovere di cronaca allego pure la locandina qua sotto.

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