Si fa presto a dire Franciacorta, ogni azienda è diversa: Uberti ed Enrico Gatti #FestivalFranciacorta

domenica 21st, settembre 2014 / 09:20 Written by

Si fa presto a dire bollicine e semplicemente si fa male, perché è un termine obsoleto benché facile e simpatico. Meglio chiamare i vini con i loro nomi. Si fa presto a dire Franciacorta, perché ogni cantina, in questa terra fra Brescia e il lago d’Iseo, ne può offrire un’interpretazione diversa e poter scoprire queste godibili diversità, frutto di differenti terreni, lavoro nei campi, in cantina e filosofia aziendale, è un piacere che si può avere con Franciacorta in Festival.

Un appuntamento con svariati eventi nelle tante cantine, ma dove la parte più interessante è farsi prendere per mano dai chi vive l’azienda e farsi raccontare il proprio lavoro e i propri prodotti. Noi (io e Juri), togliendo per scelta le grandi realtà delle più note etichette, abbiamo scelto due cantine letteralmente a caso per la voglia di poter così conoscere un qualcosa a noi nuovo. La scelta è caduta sul paese di Erbusco, dove un po’ per caso siamo andati da Uberti ed Enrico Gatti, due aziende completamente diverse capaci di esprimere belle sensazioni in bottiglia.

La prima è una grande azienda di 25 ettari vitati guidata dagli eredi di viticoltori attivi già nel 1793 e ha introdotto il metodo classico in azienda parecchi anno dopo il debutto dello spumante in Franciacorta, che avvenne nel 1961. La seconda è un’azienda famigliare nata nel 1975 con l’impianto di vigne a bacca rossa per la produzione di vino sfuso e nel 1984 inizia ad ampliarsi (oggi coltiva 17 ettari) e due anni dopo arriva il primo spumante.

Entrambe sono attente all’ambiente e tutto inizia dal lavoro nei campi. La prima non usa né diserbanti né concimi chimici, effettua una concimazione triennale con letame e ha convertito tutti i vigneti a coltivazione biologica: per rispettare al meglio persone, ambiente e territorio, perché “Erbusco è anche il paese in cui viviamo”. I vigneti della seconda sono condotti con un’agricoltura rispettosa dell’ambiente: concimazioni solo se necessarie e in forma organica, niente diserbi e trattamenti fitosanitari ridotti al minimo indispensabile.

In cantina il lavoro è diverso, dal remuage, manuale nella prima, meccanico nella seconda. La prima, che ha appena investito su una pressatrice Coquard, ha una cantina sviluppatasi e aggiornatasi negli anni: completamente interrata nella collina, non necessità di alcuna regolazione climatica. La vinificazione avviene in contenitori di acciaio inox termocondizionati, in barriques e da qualche anno in tini di rovere troncoconici e in cantina oggi riposano 600 mila bottiglie in attesa di essere immesse sul mercato: dopo essere state sui lieviti dai 30 ai 72 mesi (la versione “base” da disciplinare deve restare sui lieviti almeno 18 mesi) e dopo la sboccatura si fa un altro affinamento di 6-12 mesi. Non serve fretta per avere un buon risultato. I suoi vini Francesco I, Magnificentia, Comarì del Salem e il dosaggio zero Sublimis si distinguono tra loro perché ognuno ottenuto con uve da appezzamenti diversi; il Quinque, invece, unisce le caratteristiche di più appezzamenti e di cinque vendemmie con un gran bel risultato nel bicchiere.

La cantina della seconda, dopo tre ampliamenti completati nel 2005, è oggi interrata e termo condizionata. La vinificazione avviene in vasche d’acciaio con sistema computerizzato per il controllo delle temperature e in barriques. I suoi vini sono una bella espressione dei diversi vigneti, delle diverse annate e in particolare ci è piaciuto molto il suo Satèn, di cui il 50% del mosto fermenta in fusti di rovere.

La prima mi resterà nella memoria per il rispetto dei tempi e delle tradizioni, con lunghi affinamenti (cosa tra l’altro evidenziata anche dalla Slow Wine 2014). La seconda invece perché è lontana dalla stereotipo di una Franciacorta fatta solo di grandissime aziende: un’azienda agricola umana, famigliare.

Il prezzo delle bottiglie della prima vanno circa dai 30 oltre i 50 euro, per la seconda dai 20 ai 30 euro. Presto anche le nostre degustazioni delle due cantine.

Uberti ed Enrico Gatti, si fa presto a dire Franciacorta. Ogni azienda, per fortuna, è diversa.

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