Cresce il Lugana Doc: raggiunti i 12 milioni di bottiglie e si impiantano nuovi terreni

domenica 21st, settembre 2014 / 05:50 Written by
Cresce il Lugana Doc: raggiunti i 12 milioni di bottiglie e si impiantano nuovi terreni

Un bianco del Garda apprezzato in giro per il mondo. Il Lugana Doc è cresciuto in cantina e sul mercato, con una crescita continua che dal 2008 a oggi ha visto le aree vitate crescere del 50% e il fatturato raddoppiare: il valore della produzione in bottiglia dalla vendemmia del 2008 a quella del 2013 è passato da 23 milioni di euro a 49 milioni di euro.

“C’è stato un aumento incredibile della qualità del prodotto – spiega Carlo Veronese, direttore del Consorzio Lugana Doc – con investimenti in vigneto e in cantina e nuove accortezze nel lavoro. Senza dimenticare la comunicazione e il marketing all’estero, perché ci sono realtà che da molti anni sono presenti in fiera all’estero. C’è stata perseveranza nei grandi investimenti”.

Barbatelle appena impiantate

Barbatelle appena impiantate

Lo scorso anno sono state imbottigliati quasi 12 milioni di bottiglie (contro i 7,3 milioni di cinque anni prima) e il 70% delle vendite è rivolto all’estero: i principali mercati sono Germania, Belgio, Paesi Bassi, Usa e Regno Unito. Il disciplinare prevede più tipologie, ma Riserva, Superiore, Vendemmia tardiva e Spumante assieme rappresentano solo il 7% della Doc. “Sono la chicca della chicca, a vendere è il base. Siamo tra Franciacorta e Prosecco, lo spumante viene venduto solo in cantina, inutile promuoverlo. Il Vendemmia Tardiva è fatto da 3 aziende. Il Riserva da 12 o 13 aziende: è quello che prima vendevano come Superiore, saltano un anno e diventa Riserva. Si tratta più di un mercato d’immagine che di quantità di vendite”.

Dagli 831 ettari con 95mila quintali di uva del 2008 si è passati lo scorso anno a 1181 ettari vitati con 140mila quintali di uva di cui il 71% vinificata in proprio. “Tra marzo e aprile – dice Veronese – siamo arrivati attorno a 1300 ettari, i nuovi andranno in produzione tra 3 o 4 anni. La stima secondo il trend attuale è di 100-120 ettari nuovi ogni anno, ma del futuro non vi è certezza. Andando bene il mercato, chi ha la superficie impianta. Non di meno c’è l’interesse di soggetti extra zona che vengono a investire nel territorio in maniera importante, per esempio produttori della Valpolicella, tra cui Tommasi che ha investito su 20 ettari. È un segnale che un’azienda importante forestiera alloctona sul territorio del Lugana ritenga che questo sia un territorio che vale dei soldi: una volta tra le aziende importanti era di moda acquistare al Sud, oggi nel nostro piccolo ci sono aziende che ritengono che il Lugana sia un vino bianco su cui investire a livello nazionale”.

Investire su ettaro richiede tra i 300 e i 350 mia euro: i prezzi di un ettaro di terra nuda si aggirano sui 250 mila euro, un terreno magari anche da lavorare prima di impiantare, una fase che incide con altri 30-35 mila euro. Un costo che poi ripagato con la resa sul mercato, il prezzo medio di una bottiglia è cresciuto dai 3,20 euro ai 4,10 euro (senza Iva) e il prezzo stesso dell’uva oggi si aggira sui 140 euro al quintale.

Di recente infatti si sono visti tanti campi a frumento cedere il posto a nuove barbatelle di Turbiana (o, se preferite, Trebbiano), ma l’impressione che il paesaggio oggi sia molto più vitato è anche dovuta ai contributi dell’UE per il rinnovo dei vigneti, con cui si sono visti accorpare impianti magari di 25-30 anni fai.

“C’è niente di ufficiale, ma, seppur richieda grossi investimenti, – dice Veronese – al momento niente rende bene in Italia come il Lugana”.

Dalla stessa intervista ho realizzato anche un servizio su Bresciaoggi – 20/09/14

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foto golose