Alla scoperta delle Marche

giovedì 18th, settembre 2014 / 09:44 Written by
Alla scoperta delle Marche

L’Italia è un paese meraviglioso, e questo è un dato di fatto, ma non è sempre capace di far conoscere tutte le sue bellezze e bontà del suo territorio. Una regione considerata emergente nel campo eno-gastronomico è proprio le Marche, con notevoli prodotti di alta qualità ma perlopiù sconosciuti ai non addetti ai lavori. Da Pesaro ad Ascoli passando per il Conero e le terre del Verdicchio si possono incontrare tantissimi vini autoctoni che aspettano solo di esser bevuti.

Il Verdicchio è forse il più famoso di questi vini, anche se la sua fama è stata decisamente violentata dalla grande distribuzione che lo ha sempre associato ad un vino da Autogrill nella sua ancoretta verde. Oggi ci sono cantine che hanno rivalutato questo antico vino e  producono riserve che con olfatto complesso e capaci di durare nel tempo.

Girovagando per le belle colline marchigiane abbiamo assaggiato la Passerina, tipico vitigno del centro Italia chiamato anche “pagadebiti” per la sua alta resistenza e capacità produttiva, la Lacrima di Morro, uva dalla bacca rossa con buccia talmente fine che in maturazione viene rotta dai succhi formando la caratteristica lacrima, Il rosso del Conero, cuvee di montepulciano e sangiovese nato sul promontorio calcareo in provincia di Ancona, e il mio preferito il Pecorino, uva delicata e dalla resa bassissima ma con una qualità fine.

Abbiamo visitato cantine dai grandi numeri e piccole realtà famigliari, vini che guardano al grande pubblico e aziende che hanno fatto del bio la loro ragione di vita. Tutte le cantine avevano un comun denominatore: vendevano vino sfuso. Questo dimostra la centralità del nettare di Bacco nella cultura marchigiana; si possono produrre grandi bottiglie ma al vino quotidiano non si rinuncia.

Un aneddoto divertente della cittadina di Corinaldo ci dimostra l’amore di queste terre per il vino e il buon cibo. Nei primi anni del 900 Scuretto, un calzolaio amante del vino, riceveva dal figlio emigrato in Usa dei soldi per costruire una casa, che invece scialacquava nelle osterie del paese. Il figlio chiese al padre delle foto che testimoniassero il buon esito del suo investimento e il buon calzolaio eresse solamente la facciata della casa alla quale fece assegnare anche il numero civico. Il simpatico stratagemma non andò a buon fine ma da allora nel centro del paese (vedi foto in alto) si può ammirare l’unica parete costruita della casa, a dimostrare il legame fra l’uomo il vino e la terra.

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foto golose