Vini Buoni d’Italia 2015, guida ai migliori autoctoni: Corone, Stelle e conferme sul Garda.

venerdì 01st, agosto 2014 / 14:59 Written by
Vini Buoni d’Italia 2015, guida ai migliori autoctoni: Corone, Stelle e conferme sul Garda.

Tra le varie e variegate guide alle migliori etichette, ve ne è una, Vini Buoni d’Italia, edita da Touring, che si può fregiare di essere la sola guida ai vini da vitigni autoctoni italiani, che sul Garda sono Groppello (Valtènesi Doc), Turbiana (Lugana Doc) e Corvina (Bardolino Doc).

Alla finale sono giunti 640 vini in rappresentanza di tutte le regioni italiane,
ottenuti da conosciuti ed affermati vitigni autoctoni italiani, ma anche da vitigni poco conosciuti che rappresentano l’orgoglio e la ricerca operata negli ultimi anni da vignaioli attenti a rivalutare l’immenso patrimonio
ampelografico della Penisola.

Quella degli autoctoni è una sfida contro la globalizzazione, contro l’omologazione dei sapori. Claude Levi Strauss, come si legge sul sito della guida, amava dire “… a buon pensare, buon mangiare…”, alludendo alla migliore predisposizione ad esprimere un giudizio positivo, quando il consumatore ha in mente i luoghi da cui trae origine un prodotto e, nel caso specifico, il vino che è nel bicchiere: Vini Buoni d’Italia da oltre dieci anni promuove quest’idea.

A raggiungere l’ambito riconoscimento della Corona sono stati 418 vini, mentre gli altri finalisti sono stati insigniti della Golden Star, per sottolineare che si tratta di vini che esprimono eleganza, finezza, equilibrio, qualità e precisa espressione del varietale e del territorio (link a tutti i vincitori: Corone e Golden Star)

Le Corone del perlage sono terra di un dominio targato Franciacorta Docg, tra cui segnalo l’apprezzato Riserva Dosaggio Zero 2007 de Lo Sparviere, e Trento Doc; presente anche quest’anno la cantina di Peschiera Zenato, non
più con le bollicine Lugana Spumante Brut 2010 ma con il Pas Dosé 2007. Sul Garda hanno meritato, a mio modesto parere, la segnalazione Selva Capuzza di Desenzano con il piacevolissimo San Martino della Battaglia Doc Campo del Soglio 2013 (l’ex Tocai che sta rivivendo piccoli momenti di gloria dopo essere quasi scomparso all’ombra della Torre); Cantina Cadore di Pozzolengo con il Lugana Doc 2013, Cà dei Frati di Desenzano con il sempre gettonato Lugana Doc Brolettino 2012 e Famiglia Olivini di Desenzano con l’elegante Lugana Doc Demesse Vecchie 2011.

Chiaretto La BasiaTra le Golden Star 2015 segnalati il Lugana Doc Brolo 2013 di Cantina Marsadri di Puegnago (i vigneti sono a Rovizza di Sirmione), premiato già dal Gran Priorato del Lugana, e il Lugana Doc Vendemmia Tardiva Rabbiosa 2012 di Marangona di Sirmione che porta all’attenzione del grande pubblico una tipologia di introdotta nel disciplinare del Lugana Doc tre anni fa. Per quanto riguarda le sponde della riviera della Valtenesi c’è il gran Chiaretto La Moglie Ubriaca 2013 di La Basia di Puegnago.

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foto golose