Monte Cicogna Siclì, l’eleganza fatta Chiaretto

sabato 26th, luglio 2014 / 05:33 Written by
Monte Cicogna Siclì, l’eleganza fatta Chiaretto

Si sa, ho un debole per Chiaretto. E negli ultimi anni il rosato del Garda bresciano ottenuto principalmente dall’autoctono Groppello (cui si affiancano Barbera, Marzemino e Sangiovese) coltivato in Valtenesi è divenuto molto più elegante, raffinato e ha perso colore, cosa che al primo sguardo, oltre a ricordare i rosè francesi, gli ha donato un aspetto molto attraente. Moniga ne è la capitale grazie al “creatore” Pompeo Molmenti, eppure dell’azienda Monte Cicogna di ho sempre e solo assaggiato il Don Lisander (24 mesi di affinamento tra rovere e bottiglia), forse perché è il perfetto esempio di come anche sul lago si possano fare rossi invecchiati di un certo livello. Il capolavoro, e qua il mio debole pesa, è però il Chiaretto Siclì, che ha tutte le prerogative per essere l’esempio del Chiaretto moderno. Una bottiglia eccezionale (annata 2013) stappata (l’estate seguente) con un amico speciale: colori stinti, al naso è delicato, floreale con sentori di agrumi, in bocca è fresco, ricco, complesso, con una caratteristica vena salina e una leggera mandorla. “Deciso all’attacco, strutturato”, aggiunge lui. Un gran Chiaretto, abbinato per l’occasione a dei gamberi crudi: perfetto abbinamento.

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foto golose