¡Comer en Barcelona!

giovedì 01st, maggio 2014 / 13:40 Written by
¡Comer en Barcelona!

cattedrale esterno
Turisti, turisti, turisti. Turisti un po’ ovunque nella città più storta che abbia mai visto. È come un palazzo di Gaudì, appunto. Venire a Barcellona dopo aver compiuto i trent’anni fa un po’ strano… pensi “da studente qui ne combini di ogni”. E in effetti quel centro sociale a cielo aperto che è la città vecchia, di svaghi ne offre. Non è Zurigo, come ordine, come pulizia, e risulta piuttosto bohemienne, per dirla con un eufemismo. Ma se ti limiti alla Rambla, a Plaça Catalunya, al Passeig de Gràcia o al centro commerciale Mare Magnum di stramboidi ne vedi di meno. Sarai uno sfigato, e incontrerai mezzo tuo paese, ma di stramboidi ne vedi di meno, giuro.

GoticoBoqueria

Comunque, a prescindere da dove uno se ne sta, anche per me, seppur “imborghesito” (come dice la mia amica), mangiare è un’esigenza, e aggiungerei un piacere. Forse meno affascinante e avventurosa di un giovane Henry Miller, ma comunque un’esigenza. A Barcellona per fortuna di posti dove mangiare ce ne sono migliaia. Tutto sta a trovarli. Vale la regola, turistici in centro lo sono un po’ tutti, ma più strambi ci sono, e più rischi di mangiare meglio. Evitare le trappolone per fessacchiotti con “ragù bolognese”, “specialità bavaresi”, “capunsei di Cereta”… della serie “Vicky Piadina Barcelona”. Molto improbabili. Anche Tripadvisor, se siete degli afecionados, vi servirà a ben poco. Recensioni fatte quasi tutte da italiani che elargiscono generose eccellenze a volte un po’ a caso in stile critico de “La guida del frescone”, a volte molto discutibili.

El Gato de Botero

El Gato de Botero

Girate allora a piedi, con calma (siete in vacanza no?), alla ricerca di cucina catalana, che, ricordo, è una cucina povera. Se vi aspettate piatti molto elaborati, avete sbagliato parte della Spagna: si va nord, Paesi Baschi, Asturie e Galizia. Ma cominciamo dal Gotico, quartiere turistico, che però si salva, in parte. Taperia è la parola d’ordine, da alcune si esce felici e contenti, da altre atTAPErati. Ma i prezzi anche se magari superiori alla media, sono pur sempre contenuti. La città non è in generale cara. Piatti. La patata impera sovrana: ali oli, brava, in tortilla. L’empanada si prova a El club de l’empanada in Carrer de la Dagueria, la sua specialità. Vi piacerà. Poco lontano, in Carrer de la Mercè, una Pulperia Celta vi sorprenderà per il suo polpo alla galiziana; lessato, tenerissimo e condito con un filo d’olio, aglio e una spolverata di paprica dolce. Ma non vale, perchè non è tipico catalano. Idem per le taperie basche (provate l’Euskal Extea) che si trovano nel Born. Nello stesso quartiere, buona la saporita eppur delicata acciuga fumada assaggiata al Bastaix, dietro la basilica di Santa Maria del Mar. Nel Raval, il mio quartiere preferito, è imperdibile il delizioso A tu bola – Gourmet street food. La ragazza israeliana che vi cucina, oltre che con la sua gentilezza e bravura, vi delizierà con bolas (polpette) morbide dentro croccanti fuori, verdure miste, hummus, carne, pesce e alternative veggy. Un locale con mentalità moderna e internazionale che però rispetta la tradizione. Se continua così ne sentiremo parlare ancora.

Acciuga affumica

Acciuga affumicata

Street food dicevamo. Il Raval si presta molto, ma se ve la sentite, merita davvero una visita il mercato stabile della Boqueria. Tra i banchi il primo posto va al pescado e ai crostacei (granceole e percebe iberico su tutti). Carne, con jamon serrano e iberico su tutti, verdure e rosticceria. Qui pigliandovi una caña potete assaggiare supplì e croqué varie, riccioli di pelle di baccalà fritti, falafel o specialità vegane, listarelle di prosciutto crudo tagliato a coltello, calamari alla romana (si chiamano così anche a Barcellona), albondìgas (polpette), caracòles (lumachine) e chi più ne ha più ne metta. Street da professionisti!

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foto golose