È primavera, vola l’ape Maia / by il gastronauta Luca Savio

venerdì 25th, aprile 2014 / 08:00 Written by
È primavera, vola l’ape Maia / by il gastronauta Luca Savio

Dopo un inverno insolitamente tiepido e piovoso è finalmente arrivata la primavera con i suoi fragranti profumi e sgargianti colori a ravvivar le sopite anime. Tutt’un tratto lo sbocciar dei fiori nei prati tornati verde smeraldo e sui rami delle piante da frutto risveglia in noi la voglia di uscire, di passeggiare ed incontrare la natura. In me risveglia poi la voglia di risentire tra i prati il tanto importante quanto confortante ronzio di quegli insettini gialli e neri stakanovisti e preziosi… le api.

Già, perché forse per abitudine o forse per peccato d’onnipotenza spesso ci si dimentica dell’importanza delle api, del loro ruolo fondamentale nell’ecosistema e delle sforzo che compiono per “salvare il Mondo”. Albert Einstein sosteneva che “finirebbe la vita sul pianeta qualora scomparissero le api”, locuzione da alcuni messa in dubbio ma di sicuro utile ad una riflessione.

L’ape è un insetto pronubo, un impollinatore, erbe ed essenze arboree per riprodursi hanno bisogno di ricevere il polline, seme germinale, dalle piante consimili, funzione che viene svolta soprattutto dalle api. Il loro silenzioso rapporto è antico quanto la loro esistenza, come per l’uovo e per la gallina ci si può chiedere chi sia nato prima, le piante, nella loro estesa biodiversità, o le api impolllinatrici. Sono responsabili di circa il 70 per cento della impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta, garantendo circa il 35% della produzione globale di cibo. Se è vero che Einstein era quel genio che si conosce, a tutti piacerebbe attribuirgli quella bella espressione.

Purtroppo però, come per tutte le cose belle ed utili, la mano dell’uomo arriva a rovinare tutto! L’uso di pesticidi, di agenti chimici e l’inquinamento fanno sì che rischiamo di perdere gran parte del patrimonio d’api bottinatrici e con loro gran parte delle biodiversità spontanee. L’allarme arriva dagli apicoltori di tutta Italia (guardando solo a casa nostra) che vedono morire ogni anno sempre più amici gialli e neri. Gli apicoltori curano e coccolano i loro insettini come dei figli e le api, a compenso, donano a loro il miele.

IL MIELE! Oro liquido prodotto per mantenere l’alveare, ottenuto dalla digestione del nettare dalle api operaie e lavorato dagli apicoltori per farlo arrivare sulle nostre tavole. Da secoli utilizzato come dolcificante nella dieta quotidiana è molto presente in varie forme di medicina sin dall’antichità per via delle sue ben note doti curative. E’ infatti assodato che sia un antibiotico ed antinfiammatorio naturale, integratore e rinforzatore del sistema immunitario già dalla giovanissima età, usato come cicatrizzante nella tradizione Ayurvedica. Ma soprattutto E’ BUONO!

Ve n’è di vari tipi a seconda delle piante e dei fiori impollinati dalle api ed ogni tipo ha una caratteristica straordinariamente singolare, quindi utilizzabile in cucina per i più svariati usi. Il più noto ed utilizzato è il Millefiori, ottenuto da api che volano tra i prati ad impollinare tanti bei fiorellini, è il più versatile ed apprezzato dai bambini per la sua morbidissima dolcezza ed il suo profumo fresco e diretto.

Personalmente amo il miele di castagno, scuro, potente, dalla dolcezza ruvida e complessa che trova il suo letto di rose tra le braccia di un pecorino romano di lunga stagionatura o un Bagòss estivo trentasei mesi. Vi è poi il miele d’acacia, più leggero e pungente, chiaro, da abbinare ad un erborinato, un gorgonzola al cucchiaio, o il miele di marruca, più raro (generalmente toscano), da aggiungere a filo su un filetto di manzo grigliato al sangue…

Insomma, dobbiamo imparare e dobbiamo insegnare già dall’infanzia ai nostri bambini che le api sono importantissime, che vanno rispettate rispettando in primis l’ambiente, perché altrimenti non saranno solo loro ad aver conseguenze nefaste ma saremo soprattutto noi! E poi bambini, non abbiate paura perché le api non pungono per fare un dispetto, dopo una puntura loro muoiono, pungono solo se messe in serio pericolo, quindi se avete un’apina che vi ronza attorno, lasciatela fare, vi sta solo guardando un po’…

Luca Savio “The Boss”

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