Consigli bresciani da stappare nel 2014 post #Vinitaly

domenica 13th, aprile 2014 / 10:41 Written by
Consigli bresciani da stappare nel 2014 post #Vinitaly
Giacomo Tincani, La Basia

Giacomo Tincani, La Basia

Il Chiaretto “La Moglie Ubriaca” de La Basia di Puegnago (BS): buona struttura, delicati aromi floreali e fruttati (su cui spicca la mela), fresco al gusto. Uno dei migliori, sempre apprezzato.

Lugana Doc Lugana Doc

I vari Lugana Riserva, che introdotti con il rinnovo del disciplinare nel 2011 hanno debuttato all'ultimo Vinitaly. “Al prodotto – spiega Luca Formentini, presidente del Consorzio – è affidato il ruolo di dimostrare il potenziale di questo vino in affinamento, un prodotto di più lunga durata del Lugana d’annata. Sono vini ancora freschissimi. Il Lugana è interessante quando è giovane, interessante quando dimenticato 15 anni in bottiglia, nel mezzo un miriade di varianti"
I vari Lugana Riserva, che introdotti con il rinnovo del disciplinare nel 2011 hanno debuttato all’ultimo Vinitaly. “Al prodotto – spiega Luca Formentini, presidente del Consorzio – è affidato il ruolo di dimostrare il potenziale di questo vino in affinamento, un prodotto di più lunga durata del Lugana d’annata. Sono vini ancora freschissimi. Il Lugana è interessante quando è giovane, interessante quando dimenticato 15 anni in bottiglia, nel mezzo un miriade di varianti”

San Martino della Battaglia Doc San Martino della Battaglia Doc

Il San Martino della Battaglia è un vino da riscoprire; al naso evoluto e caratteristico, in bocca fresco e con retrogusto di mandorla. Da 3 anni questa Doc raccoglie l’interesse di nuovi produttori e oggi ci sono 7 cantine in un angolo di terra tra Lugana e il Valtènesi (o Garda Classico). Ha perso il nome Tocai, in attesa di essere riconosciuto dal Ministero come “Tuchì”. Ho apprezzato molto quelli di Cadore e di Cobue.

Davide Lazzari

Davide Lazzari, con al petto la chicciola di Slow Food

Lazzari

Lazzari è una eccellente etichetta che vinifica sulla collina Monte Netto: una delle zone più piccole della viticultura nazionale, dove si trova la nicchia del Capriano del Colle Doc, capace di un vino probabilmente sottovalutato. Il gentile Davide Lazzari mi ha permesso un assaggio abbastanza completo della gamma aziendale e, benché i rossi siano un po’ i padroni di quest’area, mi ha entusiasmato il bianco “Bastian Contrario”: 100% uve Trebbiano. “Un bianco ‘importante’ disegnato con mano da ‘rossista’, prodotto in tiratura limitata per il pubblico degli appassionati più curiosi ed attenti alle sfide”.

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foto golose