Prepariamoci! “È sbagliato non fare neanche quel poco con la scusa che non si può fare tutto”

sabato 05th, aprile 2014 / 09:05 Written by
Prepariamoci! “È sbagliato non fare neanche quel poco con la scusa che non si può fare tutto”

10170802_564776586963137_137055073_nSe tutto va bene e ci impegniamo, possiamo contenere i danni. Mal che vada, invece, siamo destinati a scomparire. In breve questo è quello che ho capito dopo l’incontro con Luca Mercalli, che descrive la situazione più o meno così: “Se un extraterrestre arrivasse oggi sulla terra, potrebbe vedere una casa in con le fiamme che divampano, gli scarichi che perdono fetidi reflui, il tetto che perde pezzi, mentre la famiglia sta comoda a guardare la tv e dice di non disturbare a chi gli segnala il pericolo”.

Luca Mercalli

Luca Mercalli

Mercalli è uno di quelli che segnala il pericolo e noi gli diciamo di non disturbare, vittime dell’ubriacatura dell’energia a basso costo. Aldo Grasso dice che, alla trasmissione “Che tempo che fa” di Rai3, pare un invasato e a livello comunicativo l’impressione potrebbe essere pure questa, però chi lancia con cotanta convinzione un messaggio a noi strano, sgradito e impegnativo è quasi normale che ci appaia invasato. Però i segnali dicono che ha ragione, la Terra si sta riscaldando e noi facciamo finta di niente. Ricordate la rovente estate del 2003? Quelle a seguire sono comunque state più calde della media; gli inverni 2006/2007 e 2013/2014 sono stati i più caldi degli ultimi 200 anni. Qualche titolo di giornale, un po’ di veloce allarmismo e via.

Stiamo prendendo dalla Terra più di quanto possa offrirci, con evidenti conseguenze. Fino al 1970 eravamo all’interno dei consumi che il Pianeta poteva sostenere, dal 2010 consumiamo come se avessimo 1,5 pianeti all’anno. Nulla di nuovo? No. Lo aveva già detto, per esempio, il connazionale Aurelio Peccei, managar Fiat, imprenditore e fondatore del Club di Roma, che nel 1972 pubblicò “I limiti dello sviluppo”. All’epoca la situazione era risolvibile: il clima non era ancora cambiato ed eravamo solo 3,5 miliardi. Ora i margini si sono molto ristretti, siamo 7 miliardi e “oggi – commenta Mercalli – c’è meno manovra per contenere i danni”.

Il superfluo e l’effimero sono le nostre guide quotidiane, conseguenze dell’ubriacatura da petrolio. Meglio essere intelligenti e prevenire. “Se lasciamo le cose come stiamo – prosegue – le condizioni naturali imporranno una drastica riduzione della popolazione”. Meglio prevenire, con intelligenza, per non essere impreparati quando si spegnerà la luce, senza che lo vorremmo.

La presa di coscienza è una cosa radicale. Non è giusto dire che quel che potremmo fare noi è comunque insufficiente, poiché ognuno ha il giusto compito di fare la sua parte. Ci vuole una nuova intelligenza collettiva e Mercalli nel libro cita Winston Churchill “È sbagliato non fare neanche quel poco con la scusa che non si può fare tutto”. Conviene tornare ad avere una vita sobria che non vuol dire povera, ad avere buon senso e a rispettare la natura.

Al blog Rosso di Sera di Simone Zuin, con cui ho condotto l’incontro con Mercalli, rimando per la lettera rivolta agli amministratori locali: “Caro sindaco, prepariamoci!”.

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