Fegatini di pollo al vino

giovedì 13th, marzo 2014 / 22:40 Written by

Una valenza storica e sociologica rende affini alcuni alimenti come la polenta, le patate, le frattaglie. Sono alimenti poveri con cui intere popolazioni sono sopravvissute a carestie, epidemie, guerre e flagelli vari. Sono cibi che sono snobbati in tempi di abbondanza e smemoratezza per poi essere talvolta e in parte rivalutati in cucina. Vanno considerati per quello che sono: buoni, saporiti e validi dal punto di vista nutritivo.

Non venite nemmeno a parlarmi di un etica secondo cui è bene consumare quante più parti possibili di un animale, in segno di rispetto per una vita soppressa a nostro uso e consumo. Non diamo adito a elegie della frattaglia. Il fegato è buono, purtroppo spesso ignorato nella grande distribuzione per trovarlo un tempo magari al bancone rilegato come alimento per animali domestici.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl fegato come tutte le frattaglie è pregno della simbologia di tutte le cose invisibili, nascoste. Cucinarlo è facile, o difficile nel caso vogliate preparare del paté per far bella figura con i vicini di casa. In ogni caso dovete innanzitutto prendere un pollo e tirargli il collo.

Prendete i fegatini, tagliateli a metà o in tre parti e metterli in una padella con del burro fuso a fuoco a vivo. Cuoceteli per tre minuti, mescolateli spesso e poi saltateli con del vino (meglio rosso). Proseguite la cottura per qualche altro minuto a fiamma più bassa, togliete il tegame dal fuoco e aggiungete del prezzemolo tritato e del succo di limone. Considerati come altre frattaglie poco più di uno scarto alimentare, sono dannati ma molto buoni.

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