“Qui, per caso, quel giorno”. Spettacolo sulla battaglia che fece l’Italia, dove oggi si fa un gran vino.

giovedì 20th, febbraio 2014 / 11:03 Written by

Ricostruendolo fuori dai discorsi convenzionali, dalle rimozioni, dal peso di libri e retoriche devitalizzate, “Qui, per caso, quel giorno” racconta il 24 giugno 1859, giornata campale per l’Unità d’Italia, e dopo oltre trenta repliche torna a grande richiesta in Cascina Capuzza a San Martino della Battaglia.

Sulle colline oggi a vite combatterono per 18 ore filate 285 mila soldati, una battaglia epocale, l’ultima con tre capi di stato presenti in prima persona: l’imperatore Francesco Giuseppe, l’imperatore Napoleone III e il re Vittorio Emanuele II. Tutto però accadde per caso, come raccontano e cantano Fabio Koryù Calabrò (cantastorie) e Gigi Tagliapietra ( voce narrante), rivivendo la battaglia di San Martino e Solferino da punti di vista inusuali.

Gli spettacoli saranno rappresentati sempre alle 18.00 così da favorire la presenza anche dei bambini. Benché sia consigliata la prenotazione, gli eventi sono ad ingresso libero fino a disponibilità di posti, con la precedenza agli ospiti che desidereranno fermarsi a cena. Il primo appuntamento è domenica 23 e tornerà, con la proposta di menù particolari oltre a quello di stagione, il 28 (cena senza glutine), il 9 marzo (Angela Kinczly, cantautrice bresciana, racconta la sua musica e propone la sua cena) e il 14 (menù vegetariano). Per info: 030 991 0279 o cascina@selvacapuzza.it.

Foto da www.selvacapuzza.it

Il ristorante è parte di Selva Capuzza, una delle etichette più rappresentative del Lugana, oltre che una delle poche del San Martino d/Battaglia. Ecco cosa ne penso (dalla grande degustazione di fine estate a Desenzano): “Tra i migliori sicuramente quelli di Selva Capuzza di San Martino della Battaglia, una conferma non necessaria da parte dei vini di Luca Formentini, presidente del Consorzio di tutela. Il Lugana San Vigilio è il Lugana nella sua interpretazione più tipica. Sentori di agrumi, mela e fieno, in bocca equilibrato, fresco, sapido e di facile beva. Lugana Selva è più particolare, coltivato in “altezza” tra i 110 e i 125 mslm, dove i sassi rendono l’argilla più friabile e permeabile. Questo è uno dei primissimi Cru nati in Lugana. Ampi profumi, delicati comunque e un gusto pieno, sapido. Lugana Superiore Menasasso, passato in barrique e presente di finezza, complesso al naso tra agrumi ed erbe aromatiche e coinvolgente al palato, senza che il legno sia un fastidio.”

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foto golose