Parigi. Qu’est-ce que vous mangez?

sabato 04th, gennaio 2014 / 12:53 Written by
Parigi. Qu’est-ce que vous mangez?

La patata è il primo fattore di distinzione tra la cucina francese e quella italiana. Prima che in cucina, la si trova in varie, forme, colori e sapori in qualsiasi fruttivendolo. Proposta in vari modi, in particolare a incuriosirmi è che le pommes frites sono abbinate a qualsiasi cosa. L’onnipresente tubero sfamatore di mezzo mondo non è però il più italico bastoncino surgelato: a Parigi la patata viene tagliata a mano e servita in tantissimi locali e in altrettanti piatti, dalla tartare alla bistecca, dal kebab all’agnello. Buona, onnipresente fino allo sfinimento.

A Parigi non ci sono solo Louvre, Museè d’Orsay, Hotel des Invalides et cetera. Si può camminare e intraprendere una vacanza da gourmand tra sapori e profumi, perché bistrot, brasserie e bar à vin sono presenti in ogni strada, diffusi come la pommes frites, senza dimenticare i locali di cucina estera: italiana, libanese, ucraina, ebraica, turca, giapponese, cinese, coreana. Un pout-purri culinario che prevede pure lunghe code per un falafel come a Marais.

Le Progres - Parigi

Le Progres, a due passi da Montmarte

Stando attenti a evitare locali troppo turistici dove vengono proposti penne all’arrabbiata e lasagne, ci si può innamorare della cucina parigina all’interno di spazi spesso piccoli, mezzi bar mezze trattorie, dove i francesi sono soliti ritrovarsi un po’ a tutte le ore e soprattutto dove gustare ottimi piatti tradizionali (ovviamente su piccoli tavolini).

Dopo una pausa al chioschetto sul lato sud di Notre Dame per un crepe con crema di marroni e un saluto ai gargouilles, a due passi dalla chiesa gotica per eccellenza e da Pont Neuf una tappa eccellente è Ma Salle a Manger, “La mia sala da pranzo”, (www.masalleamanger.com): ristorante piccolo, forse arriva a 20 coperti interni, intimo e con una cucina deliziosa, saporita, francese. In questo bar à vin sulla piacevole Place Dauphine sono consigliatissimi i tortellini in salsa al foie gras e il bouf à la bourguignon.

IMG_20131231_130048Belle sorprese si possono avere anche da Hippopotamus (www.hippopotamus.fr), catena dove la carne di manzo finisce alla griglia o dentro un panino, tutt’altro che banale: questo è un’atelier dell’hamburger con panini d’eccellenza e una lista di vini interessante: consiglio personale L’Auvergnat (un panino rustico con Ambert AOP e champignon) e un Côtes du Rhône Villages AOC Réserve de la Roumanière.

A due passi da Montmarte tra mille artisti, alcuni veri altri improvvisatisi tali, e altrettanti turisti conviene rimpinzarsi al bistrot Le Progrès (Rue des 3 Freres, 7): interno inizio 900, grandi vetrate e un menù, corto come in tutti i locali del genere, che offre per esempio un buona entrecote de boeuf, patè in costra, formaggi o un grande voul-au-vent con volatile. Da provare.

Parigi, oltre che di mercatini durante le feste natalizie, è anche ricca di ristoranti dove mangiare fresche cruditè di mare: il pesce crudo non è solo sushi. Un ottimo rappresentante è Wepler in Place de Clichy, 14 (www.wepler.com): il menù è variegato, ma è un peccato non prendere il Plateau Wepler con quattro diversi tipi di ostriche e tanto altro. Una cena divina, perfettamente abbinabile a un Riesling Les Ecaillers 2007 di Léon Beyer (Alsazia). Dolci capolavoro di preparazione e presentazione di classe. Tornei a Parigi anche oggi stesso per tornarvi, ma prima è meglio prenotare un tavolo.


Riesling Léon Beyer

 

 

Per tutto il resto? Ci sono le guide.

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