Desenzano, “Economia e agricoltura: nuovi scenari di sviluppo”

sabato 23rd, novembre 2013 / 05:33 Written by
Desenzano, “Economia e agricoltura: nuovi scenari di sviluppo”

Nelle sale del civico Museo Rambotti è conservato il più antico aratro del mondo, quasi a simboleggiare un’antica tradizione di questo paese con l’agricoltura. Benché sotto i portici ai margini del Porto Vecchio non si incontrino più agricoltori e mediatori, questo legame è ancora forte e per capire quale sarà il futuro a Desenzano il comune organizza stamattina (sabato 23/11) l’incontro “Economia e agricoltura: nuovi scenari di sviluppo” a Palazzo Todeschini.

Montecorno, Desenzano

Montecorno, Desenzano

La cittadina spesso è associata al turismo. Eppure l’indotto del settore non è da sottovalutare, senza dimenticare l’immagine che ne comporta per quanto riguarda le produzioni di qualità: in particolare quella del vino Lugana e quella dell’Olio Garda DOP, senza dimenticare il latte e la locale sede del Grana Padano.

Dei 44 kmq di terraferma che costituiscono il territorio comunale di Desenzano, il 24% è occupato dall’urbanizzato, il restante 76% è prettamente agricolo: l’84% della superficie agraria utile è dedicato alla coltura di seminativi, la porzione restante si suddivide nella coltivazione di vigneti (circa il 10%) e oliveti (circa il 2%).

Facendo riferimento ai dati dell’ultimo Piano di Governo del Territorio, gli ettari vitati sono 447 per 118 vitivinicoltori (le etichette sono molte meno), in buona parte dedicata proprio al Lugana con più di 178 ettari, una superficie però in aumento, che rappresenta comunque più del 22% delle superfici totali della Doc.

Più di 54 sono gli ettari a olivo, per un totale di 59 produttori con 19.100 piante, di cui ben 11 mila su 14 ettari del Frantoio Montecroce. I produttori di frutta sono 9 su 20 ettrai, le colture ortive impiegano 12,5 ettari (1,1 gli ettari di orti famigliari), 11 le imprese di florovivaismo su 15 ettari, 7 i produttori di colture biologiche su 15 ettari, cui vanno aggiunti ben 14 agriturismi.

Il numero delle aziende agricole tra il 1990 e il 200 è sceso notevolmente, molte aree sono state mangiate dal cemento speculativo e molte altre potrebbero essere cancellate con la costruzione della linea Tav. Il comune comunque sa bene l’importanza del settore e nell’incontro vuole avanzare l’ipotesi che lo sviluppo economico di un territorio vocato al turismo sia legato anche alla qualità delle produzioni agricoli, con la possibilità che tali imprese costituiscano un’alternativa di sviluppo di opportunità lavorativa per i giovani.

Se ne parlerà dalle 9.30 alle 13 con il prof. Gianni Scudo, ordinari di tecnologia dell’architettura al Politecnico di Milano, con una relazione su “Costruire con la terra”, cui si affiancheranno Enrico di Martino, consigliere dell’Associazione Lombarda Agricoltori Bioligici e Biodinamici “La Buona Terra”, Nada Forbici, presidente Assofloro Lombardia, Luca Formentini, presidente del Consorzio Lugana Doc, e Marialuisa Monesi, presidente del comitato di Desenzano AgriCultura Festival.

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