Marrone di San Zeno: da cibo povero a preziosa DOP. Al via la X Festa

giovedì 17th, ottobre 2013 / 06:02 Written by
Marrone di San Zeno: da cibo povero a preziosa DOP. Al via la X Festa

È uno dei simboli dell’autunno e, con i primi freddi, arrivano in tavola da sole, lessate o abbrustolite, o come ingrediente di tante saporite ricette della tradizione locale. Però le castagne non sono tutte uguali, ne esistono parecchie tipologie, alcune perfino con la carta d’identità: tra queste, per la sua qualità, spicca il Marrone di San Zeno DOP, il primo a ricevere l’ambito riconoscimento europeo della Denominazione d’Origine Protetta.

Marrone di San ZenoÈ così prezioso che viene venduto solo in sacchi sigillati e certificati. Il Marrone di San Zeno DOP non è una castagna qualunque, la sua particolarità risiede innan- zitutto nel territorio di produzione che si estende nella fascia boschiva tra il Lago di Garda e il Monte Baldo, a un’altitudine compresa tra i 250 e i 900 metri sul livello del mare.

Qua la castanicoltura è praticata almeno dal XIII secolo (la prima testimonianza scritta è una pergamena del 1285) e per un lunghissimo tempo ha rappresentato una riscorsa economica notevole per gli agri- coltori della zona, nonché un alimento po- vero di fondamentale importanza almeno fino al secondo dopo guerra, come altrove lo è stata la polenta. Da alimento di sussistenza si è trasformato in prodotto di nicchia. Oggi infatti è un pregiato ingrediente per gli chef, ma non s è abbnandonato il più tradizionale modo di consumarlo: lessato o arrostito per essere poi magari accompagnato a un bicchiere di vino rosso.

Tante sono le ricette della cucina baldense legate alle castagne e la più caratteristica è il minestrone di marroni, preparato con patate, sedano, carote, cipolla, verza, fagioli, croste di formaggio e marroni essicati, oggi sostituiti dai peladèi, ossia quelli lessati. È la variante montanara al classico minestrone di fagioli della tradizione veneta e oggi è un piatto prelibato che durante l’autunno si trova nei ristoranti, che propongono spesso menù ad hoc durante l’annuale festa del marrone che si tiene tra ottobre e novembre a San Zeno di Montagna, dove ha sede il Consorzio di tutela del Marrone DOP.

L’intera filiera è gestita con sistema di lotta integrata biologica ad eventuali malattie e l’eco-compatibilità della produzione si affianca alla grande cura dei boschi, che ha preservato queste terre dal dissesto idro- geologico e ne ha conservato la bellezza del paesaggio. Nei castagneti si trovano piante secolari, alte anche fino a 15 metri, e non ci sono nuovi impianti: lo scopo del Consorzio è di recuperare quelli già esistenti. Il cipinide giunto dalla Cina è arrivato anche nelle terre del Marrone di San Zeno DOP, la cui produzione non è però stata danneggiata. Il parassita ha messo in ginocchio per esempio le produzioni della Tuscia e dei monti lombardi, creando problemi in tutta Italia; tra Lago di Garda e Monte Baldo in- vece ha colpito solo il “selvatico” e l’“eurogiapponese”, “creato” una trentina d’anni fa, i cui frutti sono pronti prima.  (tratto da Baccus n° 37 dicembre 2012)

A inizio mese è stato festeggiato il decennale della DOP, che ha preceduto di un paio di settimane la X Festa del Marrone di San Zeno DOP: per  tre fine settimana (19 e 20 ottobre, 25, 26 e 27 ottobre e 2 e 3 novembre) l’intero paese si aprirà alle migliaia di visitatori per iniziative come il Marron D’oro e il Palio delle Contrade che hanno reso celebre questa DOP ben oltre i confini veronesi. Conviene farci un salto, meglio con assaggio della birra Castanea o una passeggiata tra i castagneti. Per scaricare il programma vai a http://www.marronedisanzeno.it/eventi.php

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foto golose