Appunti di viaggio da “Lugana, Armonie Senza Tempo”.

domenica 29th, settembre 2013 / 12:49 Written by
Appunti di viaggio da “Lugana, Armonie Senza Tempo”.

Lugana, Armonie Senza TempoLa tendenza nelle terre del Lugana DOC è di vinificare in purezza con solo uve Turbiana. Il disciplinare di produzione consentirebbe vitigni complementari a bacca bianca, purché non aromatici, fino al 10%, ma il solo uso di questa varietà di trebbiano è atto dovuto a un vitigno che ha dimostrato di avere in questo terroir risorse insperate: una terra argillosa capace di dare un vino che in tutte le sue declinazioni sa dimostrare grandi qualità.

Occasione ottima per approfondire il rapporto con una DOC in continua espansione (la vendemmia 2013 dovrebbe essere ancora ben oltre i 10 milioni di bottiglie) il Consorzio di tutela ha organizzato sabato 28 settembre a Desenzano del Garda (BS) la terza edizione di “Lugana, armonie senza tempo”, che nel chiostro di S. Maria de Senioribus ha portato 48 aziende, tantissima sfumature di vino e centinaia di persone.

L’attuale disciplinare di produzione prevede ben cinque tipologie di Lugana : la versione “base” , il Superiore, la Riserva , la Vendemmia Tardiva e lo Spumante; quest’ultimo più che altro nato per una necessità commerciale. Io, non da solo, sono andato ed ecco gli appunti di viaggio di un degustatore amatoriale.

Bottiglie LuganaInteressantissima la verticale con i vini di Ca Lojera di Peschiera del Garda. Il base, targato 2012, è un ottimo vino, sobrio, asciutto e fresco. L’affinamento pare essere una dote di questa azienda, guidata da Franco Tiraboschi e dalla moglie Ambra, e dimostrarlo è l’annata 2002, che conferma che invecchiato il Lugana accresce le proprie qualità in un vino eccezionale, che regala sorprese anche con un affinamento ancor più lungo, addirittura targato anno 1999. “Le bottiglie rimaste in cantina e ancora buone – dicono alla postazione all’interno dell’ex monastero – sono veramente eccezionali. Sul mercato c’è chi lo chiede, ma più che altro è una cosa da amatori”. Come noi.

Purtroppo l’appuntamento è stato in realtà aperto da una delusione, ma questo, come tutti i successivi, sono un mero parere e come tale non è considerabile come un guida affidabile qual è una qualsiasi di quelle rintracciabili. Sorvolo sul nome dell’azienda, di Pozzolengo, un Lugana 100% Trebbiano: piacevole al naso, tra fiori e agrumi, ma al palato l’acidulo non convince in pieno. I colori? Mai appuntanti per la grande ressa.

A seguire l’azienda agricola Brunello, sempre di Pozzolengo, inizia a dare senso agli assaggi. Il profumo è intenso, in bocca si sprigionano piacevoli agrumi e si dimostra secco al punto giusto per un Lugana che sa il fatto suo, ma con la modestia di una piccola azienda che nell’era del web 2.0 ancora è sbarcata online con un suo sito. Poco male, perché il lavoro tra vigne e cantina è interessante.

Restando sempre a Pozzolengo, paese le cui colline sono ricche di viti, la Casa Vinicola Carlo Zenegaglia propone per la vendemmia 2012 un vino promosso e sincero: profumo delicato, fresco e asciutto in bocca, vellutato. Ottimo per aperitivo. Sicuramente più pieno il sapore del Lugana Montefluno, una selezione di uve che si traduce anche in una interessante struttura di sapori/odori. Il Lugana Brut, metodo classico, invece, solo una necessità commerciale che non andrei a ricercare.

A Cascina Maddalena di Sirmione troviamo Elena a rappresentare l’azienda famigliare che, affiancata da agriturismo, è nata nel 1980. Già assaggiato anni fa, incrociato velocemente a Vinitaly, il Lugana, solo uve Turbiana ovviamente per un’azienda che ama questo cru, profumo floreale e fruttato, strutturato, minerale, sapido, secco. Ottimo, senza dimenticare la nota di mandorla sul finale. Molto interessante anche il Lugana Brut Metodo Classico Leonardo, tutt’altro di facciata. Un voto che non si dice ma che è comunque un elogio. Perlage di classe e minerale e floreale al naso.

IMG_20130928_195933Dopo anni con i Chiaretto di Costaripa da Moniga scopro che ha un appezzamento di vigne anche a sud di Sirmione. Terre fertili che donano vini di ottima struttura. L’eleganza è la stessa dei più noti vini dell’azienda, piacevolissimo da bere, sapido e di buona intensità e persistente, ma senza dimenticare la piacevole fragranza con sentori di mela.

Malavasi, azienda vitivinicola con base a Pozzolengo e vigneti anche nelle colline più a nord per il Valtènesi, dopo essere stata premiata per il suo Rosa del Lago con il Trofeo Molmenti per il miglior Chiaretto 2012 in occasione dell’ultimo Italia in Rosa a Moniga, si conferma ottimo produttore di Lugana. Quello vero. Bouquet di profumi piacevole e in bocca fruttuoso, per tutto il pasto.

IMG_20130928_195940Poi ci sarebbe Frezza da Castelnuovo, ma mi sono perso a parlare di una prossima centrale a biogas a sud del Garda e, tra commenti e battute, mi sono dimenticato di appuntare. La scena passa così a San Giovanni – Pasini di Puegnago, altro eccellente rappresentate del Valtènesi che non sfigura tra i Lugana. Da San Bendetto di Lugana abbiamo assaggiato il prodotto dell’ultima vendemmia: profumo strutturato tra frutti ed erbe, in bocca morbido e piacevole.

Tra i migliori sicuramente quelli di Selva Capuzza di San Martino della Battaglia, una conferma non necessaria da parte dei vini di Luca Formentini, presidente del Consorzio di tutela. Il Lugana San Vigilio è il Lugana nella sua interpretazione più tipica. Sentori di agrumi, mela e fieno, in bocca equilibrato, fresco, sapido e di facile beva. Lugana Selva è più particolare, coltivato in “altezza” tra i 110 e i 125 mslm, dove i sassi rendono l’argilla più friabile e permeabile. Questo è uno dei primissimi Cru nati in Lugana. Ampi profumi, delicati comunque e un gusto pieno, sapido. Lugana Superiore Menasasso, passato in barrique e presente di finezza, complesso al naso tra agrumi ed erbe aromatiche e coinvolgente al palato, senza che il legno sia un fastidio.

Nota di apprezzamento anche per il Visconti Etichetta Nera, storica etichetta di Desenzano ora parte integrante di Selva Capuzza.

Grazie a Sergio Lingeri per la foto in alto.

foto golose