Oltre la parola Bollicine

venerdì 01st, marzo 2013 / 11:42 Written by
Oltre la parola Bollicine

Non chiamatele semplicemente bollicine. “È un termine obsoleto e senza futuro. Chiamiamo i vini con il loro nome, riferito alla zona di produzione”, parola di Maurizio Zanella, presidente del Consorzio Franciacorta.

Già nel 1995 i produttori chiesero che venisse vietata per legge la parola spumante, troppo vaga perché indica vini di rango e prezzi diversi. Fu inventato “bollicine”, facile e simpatico, ma fuorviante e infatti la scorsa primavera è stata fatta retromarcia su uno dei termini più utilizzati per indicare il Franciacorta, piuttosto che lo Champagne o gli spumanti in genere. I vari vini a denominazione d’origine hanno i loro nomi e l’invito quindi è di usarli: chiamiamoli Trento, Oltrepò Pavese, Alta Langa, Franciacorta, Prosecco e non banalizziamo il discorso e l’ordinazione.

L’appello è una scelta di marketing al traguardo dei 50 anni. Quando un vino si fa importante, il suo nome è determinante per poter trovare, a livello nazionale e internazionale, un posizionamento coerente e rispondente all’eccellenza che esprime.

Chi ha mai avuto il coraggio di chiamare spumante uno Champagne? In ogni caso ricordatevi che la temperatura cui va servito non è di poco conto, meglio tra i 6 e gli 8°C se giovane o a 10°C per uno più maturo o millesimato.

Bere champagne a temperatura ambiente è come ascoltare i Beatles senza tappi per le orecchie (Agente 007 – Missione Goldfinger).

Cocun n°6 febbraio 2012

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foto golose