“Ho sparato al mostro del Garda”. L’incontro durante una battuta di pesca subacquea.

domenica 09th, dicembre 2012 / 21:53 Written by
“Ho sparato al mostro del Garda”. L’incontro durante una battuta di pesca subacquea.

Lui il mostro del lago di Garda lo ha visto e ha provato anche a catturarlo. Non è dato sapere alla conoscenza umana cosa ospitino gli abissi del più grande bacino d’acqua dolce d’Italia, ma fino a poche settimane fa nessuno avrebbe creduto sul serio che potesse esistere, più probabile fosse frutto di ataviche leggende. Però Antonio Scallanziani, esperto pescatore cacciatore sub in apnea, se lo è trovato davanti agli occhi.

Per anni in vista delle gare nazionali veniva ad allenarsi spesso sul Garda, in estate e in inverno. Le sua pesca era prevalentemente di anguille, ma un giorno di 12 anni fa ne ha incontrata una strana. “La testa – ricorda il sub emiliano oggi 62enne – era più grande di quella di un uomo . L’istinto e l’incoscienza del cacciatore mi hanno fatto premere il grilletto e la colpii in testa come normalmente faccio con le anguille”.

Spallanzani era davanti al porticciolo di Castelletto di Brenzone, sulla sponda veronese, a circa dodici metri di profondità. “La reazione della bestia – dice – è stata da spavento. Riemersi a razzo sino alla zavorra dallo spavento… Per alcuni secondi la fiocina ha tenuto, poi fortunatamente l’animale si è strappato: In quel momento ho pensato ad un grande amico sub morso da un grongo che gli strappò parte di muta e l’obbligò al ricovero e operazione a La Spezia”

Quanto potesse pesare? “Ho pescato murene e gronghi di oltre 20 kg per anni e questa era secondo il mio parere oltre i 100 kg”. Quanto era lunga? “Una parte di circa 3 metri usciva da rocce e pantano, non ho visto la parte con la coda. Durante la lotta si alzò un polverone e la mia paura era quella di ricevere un morso. Non l’ho vista tutta”. L’impressione è stata quella di un’anguilla anomala per dimensioni e con la testa più arrotondata.Antonio Spallanzani, pesca subacquea

Spallanzani raccontò la vicenda solo alla moglie e ad alcuni amici sub, certo di essere creduto, ma non ha raccontato il suo incontro fino a quando è stato incuriosito dalla spedizione delle telecamere di “Mistero” di Italia1 con i Deep Explorers di Toscolano.

Armato del suo fucile Medisten della Mares è però tornato più volte in quei luoghi per incontrare la “bestia”. “Ero ben armato e non pescavo altro per non essere distratto. Attorno al pallone avevo anche un altro fucile e la macchina fotografica sub per eventualmente documentare. Certo è che il lago è normalmente molto disturbato dal rumore di barche e il pesce guadagna profondità”. Quel giorno il lago era calmo e silenzioso, forse è questo che ha invogliato il “mostro” ad avvicinarsi alla superficie.

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foto golose