Sulla riviera bresciana del Garda non c’è coscienza del valore dei prodotti locali.

lunedì 24th, settembre 2012 / 09:11 Written by
Sulla riviera bresciana del Garda non c’è coscienza del valore dei prodotti locali.

Ha ragione Mattia Vezzola, il miglior enologo d’Italia 2009, quando dice che sulla riviera bresciana del Garda non c’è coscienza del valore dei prodotti locali. Lo si vede spesso nei ristoranti come sulle tavole dei gardesani. «Quando un americano o un tedesco non trovano il nostro vino (leggasi Chiaretto e Groppello, ndr) sulle carte dei ristoranti – ha detto ieri ospite di «Sapori e Saperi, Coltura e Cultura» – vuol dire che noi non lo riteniamo buono, ma il vino è l’elemento primario del grande turismo d’eccellenza e attraverso il valore che gli diamo difendiamo il territorio per i nostri figli».

Proprio partendo da questi presupposti, l’associazione «Noàltèr de la ria del lac» e Slow Food Condotta del Garda hanno organizzato sabato e domenica in centro a Desenzano una manifestazione per far conoscere i migliori prodotti che queste terre possano offrire, anche se talvolta perfetti sconosciuti.

Sabato fin dalla mattina si è potuto assaggiare e comprare per esempio il Tombea di Germano Eggiolini, l’unico produttore rimasto di questo buonissimo formaggio prodotto negli alpeggi di Magasa, presentato come presidio Slow Food al Salone del Gusto di Torino nel 2002. «Il disciplinare – dice Ivan Spazzini di Slow Food – è molto rigido e i tempi di stagionatura tradizionale molto lunghi, così in molti vendono il formaggio giovane e lui è l’unico che oggi produce Tombea».

Tra incontri culturali, cantori e musici tradizionali, l’appuntamento più godevole è stato sotto i portici di Palazzo Todeschini, dove con 5 euro e sacca al collo con bicchiere si potevano degustare i migliori vini gardesani dal Lugana a quelli Garda Classico, dal San Martino della Battaglia a quelli della nuova Doc Valtènesi, accompagnati da un companatico proposto dalla Strada dei Vini e dei Sapori locali.

Tra curiosi, golosi e buongustai, un buon numero di persone ha anche riempito i Laboratori del Gusto che, guidati dai produttori, hanno offerto ai partecipanti un interessante e gustoso spaccato sulle alcune produzioni della zona, magari poco conosciute in patria e che quindi spesso si rivolgono al mercato estero o che rimangono chiuse in quello di nicchia, mancando sulla maggior parte delle tavole locali.

Un esempio? Non tutti sanno che a Pozzolengo si coltiva il crocus sativus dai cui stigmi si ottiene lo zafferano e fino a pochissimo tempo fa l’azienda agricola Al Muràs era l’unica in tutta la Lombardia, affiancata oggi da una bergamasca. Ogni prodotto sul mercato ha una qualità diversa e a Pozzolengo si trovano stgimi interi, ma per disciplinare si può anche utilizzare tutto il filamento bianco che arriva al bulbo.

Tra nozioni e assaggi si è anche parlato di mieli bresciani con l’apicoltore di Lonato Daniele Bazzi, dell’Olio Garda DOP con il tecnico del Consorzio di tutela Elia Belotti, mentre Massimo Castrini ha spiegato e fatto assaggiare diverse stagionature del Salame di Pozzolengo De.Co.: «A produrre salame a Pozzolengo – dice – sono una dozzina, ma ufficialmente siamo solo quattro aziende che fanno quello De.Co. nel rispetto del disciplinare».

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