La vita «on the road» di un giocoliere che ha rinunciato all’auto e ha scelto la bici

mercoledì 01st, agosto 2012 / 04:31 Written by
La vita «on the road» di un giocoliere che ha rinunciato all’auto e ha scelto la bici

Gira il mondo sulle due ruote. Percorre una settantina di chilometri al giorno. Poi si ferma in una città: Francia, Svizzera o Italia poco importa. L´importante è che ci siano una piazza e un pubblico davanti al quale potersi esibire. Il suo mestiere? Il giocoliere. Un´arte antica come il mondo, che un tempo era prerogativa di corti e circhi.
Marco Cemmi, 32 anni, di Desenzano del Garda, porta in giro per l´Europa i suoi spettacoli. E ha deciso di farlo sui pedali. Una scelta di vita.
«LA GIOCOLERIA mi piaceva già da bambino. Poi – racconta dalla Liguria – ho scoperto che vivere viaggiando non è poi così male. Negli ultimi anni ho fatto parecchi chilometri. Quando prendi il giro ti senti come una trottola. E quando ti chiamano in un festival devi andare. Però la macchina, le strade, i parcheggi, sono troppo stressanti. Meglio la bicicletta».
I colleghi lo hanno preso per pazzo quando ha deciso, all´inizio di quest´anno, di convertirsi alle due ruote. Ogni tanto lo chiamano per sapere dove sta e se è ancora vivo. Con quattro borse e un carrello per i materiali non è facile spostarsi. Ma una volta arrivato dove lo portano le due ruote, il più è fatto.
«Ultimamente – racconta – lavoro tanto a cappello, ma ho anche i festival. Mi hanno chiamato al Sud, ma non è una cosa fattibile: quest´anno ho deciso di muovermi in bici anche se non è sempre facile, in particolare quando il tempo fa i capricci. Il mio spettacolo non è solo di giocoleria: parlo con il pubblico, racconto la mia scelta. La gente si diverte e me lo fa capire».
Lui, autodidatta (anche se in Italia esistono le scuole di circo), a Desenzano ha fondato l´associazione «Cappellaio Matto», che conta una trentina di iscritti. Si allenano in palestra, si esibiscono sul lago e in provincia. Ma c´è anche chi ha preso l´aereo e s´è andato in Olanda, per affinare un´arte tutta destrezza e abilità.
Un´arte con la quale si scampa, «a fatica. facendo sacrifici. Ma nessun giocoliere diventerà mai ricco».
Il suo percorso non è lineare: la stagione è partita da Bergamo. Poi Lecco, Como e il Canton Ticino (luogo poco ospitale: avere i permessi è stato impossibile). Dopo aver attraversato la Liguria è andato in Costa Azzurra. Quindi Modena, le tendopoli dei terremotati, ancora la Liguria, una tappa a casa per salutare gli amici e ora il Friuli dove lo attendono un paio di festival.

Bresciaoggi – 27 luglio 2012

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foto golose