Edipo e i baristi stagionali

martedì 10th, luglio 2012 / 01:51 Written by
Edipo e i baristi stagionali

Gli Aucan tra arcobaleni neri e amore smisurato per il suono, scorrazzano spesso e volentieri oltre le Alpi, dove sono molto conosciuti. Se amate i suoni pacati, evitateli. La loro formula musicale fatta di dubstep ed elettronica, con una batteria che vi ritma le emozioni, è pura energia (emotiva).

Probabilmente li avrete incrociati negli angoli di qualche birreria di provincia ancora qualche anno fa e già vi stavate innamorando di loro, ma nel frattempo hanno fatto tanta strada. Dalle strade di campagna sono passati ai consensi nei club europei, dal math rock astratto (leggasi Don Caballero e Battles) hanno pian piano sviluppato una matrice elettronica senza rimetterci in fisicità. Se invece non avete ancora avuto occasione di ascoltarli, allora salite in macchina e partite per il loro prossimo concerto: dal vivo annichiliscono l’ascoltatore tramite bassi potentissimi, batterie metronomiche e synth da apocalisse.

Con il loro amalgama di bassi elettronici, percussioni dal vivo, grandi riverberi, estesesissime e armonizzate linee di synth, atmosfere industriali tra stridenti riff e paesaggi ambient, non è facile inserirli in una categoria musicale ben definita. Il terzo disco è uscito ormai più di un anno fa e hanno fatto il botto, l’ennesimo. L’album però la scorsa primavera grazie a una serie di remix e reinterpretazioni è rinato grazie alla collaborazione con undici artisti internazionali. Per scaricarlo: www.aucanize.com.

Cocun – n° 0 – luglio 2012

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foto golose