Ionesco, pittore con l’ossessione della morte

sabato 07th, luglio 2012 / 00:06 Written by
Ionesco, pittore con l’ossessione della morte

Quando si stancò del rumore delle parole, Eugene ionesco iniziò a dipingere. Erano gli anni 80 e il celebrato drammaturgo, uno degli intellettuali più importanti del Novecento, era nel pieno della maturità, ma la sua opera pittorica è restata poco nota. A metterla in mostra è la Fondazione Cominelli di San Felice del Benaco con «ionesco segreto». Nel seicentesco Palazzo Cominelli, nel borgo di Cisano, sono esposte 14 opere tra gouaches e disegni di quel momento della sua parobola creativa. Le tinte sono decise, prive di sfumature, allusive e i tratti elementari rimandano prepotentemente al bazar dell´infanzia. ionescodichiarava che i suoi disegni nascevano anche dall´angoscia e dall´ossessione per la morte, ma il tutto è permeato di una gioia palpabile, ma inspiegabile.
La particolarità dell´esposizione è lo sconosciuto libro d´artista «Titres et sous titres», contenente 12 pochoirs realizzati da dodici tempere ognuna accompagnata da un testo manoscritto in lingua romeno, che spesso sono filastrocche o un inno alla lingua romena «poetica, romantica, intensa». Il libro è inedito, esposto per la prima volta: fu stampato in centodieci copie numerate e firmate oggi proprietà di una collezione private. Nelle sale con vista sul Garda si sviluppa un racconto avvincente, intessuto di rimandi biografici alla vita di ionesco e a svelare alcuni aspetti inediti della sua complessa personalità è un´altra esclusiva dell´esposizione: il video appositamente realizzato a integrazione dei guazzi dalla regista Sara Poli, che per l´occasione ha lasciato il teatro per dedicarsi alla macchina da presa. Il risultato non è il solito documentario, ma un video ricco di poesia e luce con le testimonianze inedite di donne che hanno conosciuto l´artista.
Ci sono la figlia Marie France nella casa di Parigi dove viveva anche il padre, Daniela Landei responsabile del Centro di lingua e cultura francese di Bologna, Gabriella Bosco docente di letteratura francese e la gardesana Alixia Turolla Tardieu, figlia di un altro grande del teatro dell´assurdo quale Jean Tardieu. .
La mostra, curata da Rosanna Padrini Dolcini e Federico Sardella, è aperta fino al 29 luglio: venerdì e sabato dalle 18 alle 21.30, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 21.30.

Bresciaoggi 7 luglio 2012

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foto golose