Tutti a casa, il campo non è più agibile: triplice fischio dell’ASL per il campo di Montecroce.

mercoledì 21st, dicembre 2011 / 18:51 Written by
Tutti a casa, il campo non è più agibile: triplice fischio dell’ASL per il campo di Montecroce.

Desenzano del Garda – L’Asl ha emesso il triplice fischio al Montecroce, tutti a casa, ma non negli spogliatoi a bere un tè caldo. Sono stati dichiarati non agibili. Per incuria la palla può essere ora riposta nello sgabuzzino, perché l’utilizzo dei due campi di fatto viene così precluso a circa 150 sportivi di tre società.

Sono in terra battuta, una cosa amarcord vecchio stile, polvere in estate e ghiaccio in inverno. Qua si riuniscono corrono e si rincorrono i calciatori dell’amatoriale Alta Velocità, che milita nel campionato Uisp, i “Calabroni” della palla ovale, che qua da due anni hanno anche avviato le giovanili, e giocatori di quattro squadre a 7, di cui una femminile. Si corre, ci si diverte e si sta in compagnia, cercando magari anche di vincere, ma l’Azienda sanitaria di Brescia ha decretato la fine dei giochi.

La decisione è una mazzata per tutti. Il campo è abbandonato a sé stesso da molti anni e non ci sono colpe dirette per quanto accaduto, ma tante responsabilità, perché qua nessuna amministrazione è mai voluta intervenire. La proprietaria è l’Azienda Ospedaliera Montecroce e la struttura è concessa al Comune con contratto triennale rinnovato di volta in volta. Il non poter ragionare sul lungo periodo non ha mai invogliato nessun amminsitratore a spendervi dei soldi.

Ora però cade a pezzi. Letteralmente. Uno dei finestroni degli spogliatoi è caduto a terra è stata una fortuna che sotto non c’era nessuno. La caldaia ha qualche problema, perchè da un paio di anni le docce sono spesso fredde.

A far scattare il sopralluogo però è stata la segnalazione di una ragazza di una squadra avversaria, perché il suo asciugacapelli avrebbe fatto un gran fiammata non appena inserita la spina nella presa della corrente. I segni ci sono.

“A scarso di ogni formulazione retorica – dice Marco Bertagna, allenatore dei ragazzini dell’Uso Duomo – chi vince non fa mai proteste. Può essere una ripicca di una persona delusa: poteva rivolgersi al dirigente o direttamente al Csi, che avrebbe multato la società. L’Asl ha fatto solo il suo dovere”. La tristezza però è tanta.

La “sua” società di calcio a 7 era già stata sfrattata nel 2007 dal campo parrocchiale diVia Caporali, dove ci giocavano dal 1965. È divenuto un parcheggio, servivano soldi per il restauro del Duomo di S. Maria Maddalena. Per gennaio con il papà Lino, che allena i ragazzi più grandi, aveva organizzato al Montecrce un torneo giovanile, una biciclettata e una gara podistica: tutti piccoli eventi per raccogliere fondi per la società, ma probabilmente saranno cancellati.
“Era ora succedesse qualcosa in merito, quel campo – lamenta Ramon Usardi, allenatore dell’Alta Velocità – va curato come gli altri. A noi spetta il diritto di fare allenamento… quindi lo faremo da un’altra parte! Non capisco perché dovremmo allenarci in un posto dimenticato da Dio, pagando. Se non è agibile è giusto chiuderlo e trovare soluzioni alternative”.

Il campo, come gli altri del Comune, è gestito dalla polisportiva Pro Desenzano, cui le squadre pagano un affitto per usarlo. “Si devono occupare loro di trovarci un campo su cui allenarci, ma – commenta Daniele Casellato, uno dei giocatori degli amatori a 11 – è scandaloso far allenare una squadra di ragazzi di Desenzano su un campo in condizioni pessime, quando i campi belli vengono riservati agli allenamenti di gente che viene da fuori e che viene strapagata”.

Il sopralluogo dell’Asl ha solo ufficializzato una condizione che era sotto gli occhi di tutti. “Qui si parla solo di veto da parte dell’ ASL per le docce – commenta Sandro su Facebook – ma non hanno visto il campo in che condizioni è? Per non parlare dei pezzi di alberi tagliati che lasciano in mezzo al campo”. “Ci voleva l’Asl? Una volta – scrive un altro calciatore – c’era un cane randagio sotto le docce”.

A ridare un campo a questi ragazzi dovrà pensarci il Comune. Serviranno dei soldi e alcuni sperano si riqualifichi il campo della “Scatolina”, dove però ci sono solo le porte e nient’altro. Un altro campo abbandonato.

— BOX 1

Desenzano del Garda negli anni ha ospitato a turno quasi tutte le squadre di Serie A. Qua alloggiano in qualche lussuosa struttura alberghiera e poi fanno allenamento o un’amichevole all’ex “Tre Stelle”, un lussuoso campo in erba che nessuno in paese può di fatto permettersi. Infatti, lo usa la primavera del Chievo*.

Il campo storico è quello del “Dal Molin”, appannaggio solo della prima squadra della Pro Desenzano che gioca in Eccellenza e nelle cui fila gioca anche Riccardo Maspero, che giocò anche nella massima serie. Qua gli spalti sono sempre pieni e i tifosi non mancano nemmeno al “Maraviglia di Rivoltella”, dove giocano squadre di categorie inferiori, amatori, giovanili e squadra di rugby.

In alto, sulla collina dell’ospedale, però c’è anche un campo meno dignitoso, uno di quelli in terra battuta dove si allenano gli amatori a 11, ragazzi e ragazze di varie squadre a 7, rugbisti e negli anni qua hanno tirato i primi calci a pallone tantissimi ragazzini. Come gli altri è gestito dalla polisportiva Pro Desenzano.

È però successo che l’Asl ha dichiarato gli spogliatoi di questa struttura inagibili. “La situazione – dice Diego Beda assessore a turismo, attività produttive e sport – si è aggravata nell’ultimo periodo. L’amministrazione ha fatto un tentativo con la proprietà per allungare il contratto, perché un periodo di 3 anni non permette di programmare interventi. Gli uffici tecnici si sono mossi e stanno facendo un preventivo per metterli in sicurezza e a norma”.

Però intanto tutti i ragazzi sono in cerca di soluzioni altrove. “Il verbale – rammenta il sindaco Felice Anelli – è molto pesante. C’è un divieto assoluto di usare gli spogliatoi e la struttura ha un impianto elettrico fuori norma. Chiederemo ad altri campi di ospitare le squadre, perchè a Montecroce si può usare solo il campon ma non le strutture perchè inagibili”.

Per sopperire ad anni di incuria i lavori potrebbero richiedere tra i 60 e i 100 mila euro. Il Comune avrà un incontro con la dirigenza dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano, proprietaria del terreno, per cercare un accordo su una concessione quanto meno decennale. Solo in questo caso il municipio potrebbe pensare di intervenire seriamente su un campo dimenticato fra i primi boschi del Montecroce.

* È stato poi spiegato che il campo viene anche usato dai ragazzini delle scuole calcio.

— BOX 2

Il rugby a Desenzano rimane ora senza una campo dove allenarsi a far meta. Nella zona del basso lago bresciano la prima squadra di questo sport di origini britanniche è nata nel 2006 e nei primi anni aveva peregrinato senza fissa dimora e giocato le partite in casa a Botticino. In trasferta e in affitto.

La soluzione era stata trovata al sintetico del “Maraviglia” di Rivoltella: si tolgono le porte e si installano le “acca”. Gli allenamenti, invece, sono stati quasi fin da subito ospitati nel campo in terra battute del Montecroce, ma ora c’è un problema: gli spogliatoi sono stati dichiarati inagibili dall’Asl.

“Bisogna vedere cosa decideranno di fare – commenta il presidente del Rugby Desenzano 2006, Nini Facchini – perché la cosa è in mano a Comune, Asl e Pro Desenzano. Se chiudono è un problemone. Per assurdo è peggio essere senza campo di allenamento, perché le partite non sono tante. È una tegola sopra la testa di tutti, però bastava guardarsi attorno e rendersi conto che era tutto fatiscente”.

La prima squadra, allenata da Elio Pintossi di Lumezze, gioca nel Girone 3 della serie C Lombarda con un bel seguito di tifosi. In molti avevano sperato che la giunta potesse realizzare una struttura sportiva tutta dedicata al pallone ovale e all’inizio era stata ipotizzata al Montecroce, ma il campo è di proprietà dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano che dà al Comune la concessione ogni volta per tre anni: un tempo troppo ridotto per investirvi.

Una struttura nuova costerebbe 400 mila euro, troppo per una sola società sportiva. Con la redazione del PGT era quindi stata avanzata un’istanza per un campo al fianco di quelli del “Maraviglia”, ma è stata presa un’altra strada urbanistica.

Il Giorno – 21 dicembre 2011

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foto golose